Archivio PDL

La cultura vetero-capitalistica, riaffiora arrogante nel terzo millennio

aprile 9, 2012 in Appunti

QUANDO UN CAPITALISMO CINICO CONSIDERA IL LAVORATORE UN BENE STRUMENTALE, CON POSSIBILE ROTTAMAZIONE,  SE ECONOMICAMENTE NON COMPETITIVO.

SIAMO FIGLI DI UNA CULTURA DIVERSA,  QUELLA CHE CONSIDERA LA FUNZIONE SOCIALE DEL CAPITALE E DEL LAVORO.

OGGI E’ IN GIOCO,  CON L’ART.18,  UNA CONCEZIONE CHE VIENE DA LONTANO,  ACCENNATA NELLA CARTA DEL CARNARO DEL  1920,  E TRASFUSA ESPANSIVAMENTE NEGLI ARTICOLI 36, 38, 41 e 46 DELLA COSTITUZIONE.

NOI NON TORNIAMO INDIETRO SUI DIRITTI CONQUISTATI,  CONSAPEVOLI CHE LAVORO SI CONIUGA CON CIVILTA’. 

 

Come già esaminato nel post immediatamente precedente,  la proposta modifica dell’art.18, comporterebbe la possibilità del reintegro nel posto di lavoro,  con decisione del giudice,  solo nella ipotesi di manifesta insussistenza della giusta causa o giustificato motivo  (licenziamento cosidetto economico od organizzativo).  Nella ipotesi che l’insussistenza non sia manifesta,  il giudice non può decidere,  optando tra reintegro e indennizzo,  ma dovrà,  senza altre alternative,  dichiarare risolto il rapporto di lavoro. Continua a leggere →

Parlamentari che hanno autorizzato la pubblicazione dei redditi. Elenco, nel segno della trasparenza

febbraio 23, 2012 in Appunti

aulaRiporto di seguito integralmente la pagina di Openpolis contenente l’elenco dei Parlamentari che hanno autorizzato la pubblicazione dei redditi (Mi si chiede come accedere  alle denunce dei redditi. Serve andare sul sito della camera di appartenenza, cliccare sul nome del parlamentare, si apre la scheda  di tutto ciò che riguarda il parlamentare,  ivi inclusa la dichiarazione dei redditi online).

LE DICHIARAZIONI PATRIMONIALI DEI PARLAMENTARI

Elenco aggiornato dei parlamentari che hanno dato il consenso alla pubblicazione online della dichiarazione patrimoniale personale (beni mobili e immobili, redditi e spese elettorali).
Tutti i senatori e deputati sono tenuti a depositare la dichiarazione patrimoniale e aggiornarla ogni anno, ma la stessa legge che prevede questo obbligo (la n.441 del 1982) stabilisce anche che queste informazioni siano raccolte in un apposito Bollettino che è consultabile solo presso la Camera o il Senato.
Dunque i dati sono “pubblici” ma non pubblicabili online, se non con l’assenso del singolo parlamentare.
Grazie all’iniziativa dell’On. Rita Bernardini ora per i parlamentari che lo desiderano è sufficiente compilare un modulo perché gli uffici inseriscano la dichiarazione nella pagina web del parlamentare. Quando questo avviene il nostro elenco si aggiorna automaticamente.
Sarebbe utlile se le Regioni e gli enti locali adottassero la stessa procedura …
Hanno finora dato il consenso alla pubblicazione della dichiarazione patrimoniale 245 parlamentari su 945 (25.93%).

Di seguito l’elenco:

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Quando il diritto è merce di scambio

febbraio 15, 2012 in Appunti

Pubblico il comunicato con cui stigmatizzo la paradossale decisione della Giunta sulla richiesta di arresto del sen. Alberto Tedesco, imputato di associazione a delinquere per condotte collegate allo scandalo sanita’ in Puglia.
Io non so quale patto abbia stretto la Lega al PDL. A pensar male, posso pensare alla vicenda Calderoli, per la storia dell’uso privato di volo di stato, su cui dovrà pronunziassi l’aula. Prove, insomma, di “resistenza” alla legge.

SENATO. LI GOTTI: IN GIUNTA SU TEDESCO STRAGE DEL DIRITTO

(DIRE) Roma, 15 feb. – “Oggi in Giunta delle autorizzazioni a procedere del Senato è stata commessa una strage di diritto”.
Così il senatore Luigi Li Gotti, capogruppo dell’Italia dei Valori in commissione Giustizia e vicepresidente della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato.
“La Giunta- spiega- era chiamata a decidere sulla richiesta d’arresto, proveniente dal Tribunale del riesame di Bari e confermata dalla Cassazione, per il senatore Tedesco in ordine, per la prima volta, al reato di associazione a delinquere. Grazie al voto di Pdl e Lega, però, la Giunta ha deciso a maggioranza di non dover decidere in quanto l’argomento è stato già trattato”.
“Un voto grave e paradossale -aggiunge-, perche’ la precedente decisione riguardava altri reati, non l’associazione a delinquere, che e’ stata contestata al senatore Tedesco solo dopo che il tribunale del riesame ha accolto l’appello del pm per l’arresto in ordine al reato associativo. Non c’era alcuna ragione, quindi, perchè si assumesse il principio del ne bis in idem. Ma non è tutto, perchè è stato deciso a maggioranza di non andare nemmeno in Aula, laddove il regolamento stabilisce che se la Giunta decide di non pronunciarsi propone all’Aula. Quel ‘propone’ è stato invece trasformato in ‘dispone’- conclude Li Gotti -, a completamento di un capitolo nerissimo per la giustizia e per la politica italiana”.

(Dire) 16:17 15-02-12

SVUOTACARCERI o SERVIZIO TAXI?

gennaio 27, 2012 in Appunti

Pubblico il colloquio-intervista, oggi su Il Fatto Quotidiano, sulla “Svuotacarceri”.

Inciucio sulle carceri? Pericolo per la sicurezza

Che cos’è il decreto svuota-carceri, approvato mercoledì al Senato e adesso passato alla Camera? Risponde l’avvocato e senatore Luigi Li Gotti: “È un compromesso, un inciucio da cui il diritto esce sconfitto. C’erano troppe pressioni per alleggerire le carceri, questione oggettivamente giusta, e l’alternativa era il ricatto radicale dell’indulto. Ma il decreto non è una soluzione, anzi. Ci saranno effetti pericolosi e ridicoli per la sicurezza”. Il decreto è stato votato dalla maggioranza tripartita che sostiene il governo di Mario Monti: Pdl, Pd e Terzo Polo. E Li Gotti è l’esperto dell’Italia dei valori che ha seguito l’intera evoluzione del provvedimento.

Quali sono questi effetti pericolosi e ridicoli?
Riguardano la parte del provvedimento dell’arresto in flagranza di reato. Provi a immaginare un furto in gioielleria o al supermercato. I banditi vengono inseguiti dalla polizia e poi acciuffati.

Che succede?
La polizia li accompagna direttamente a casa, come un servizio taxi normale. Assurdo, ridicolo e pericoloso per la sicurezza generale.

Arresti domiciliari.
Non solo per loro: ma anche per chi accoltella qualcuno provocando lesioni gravi oppure chi fa stalking. Senza contare gli spacciatori.

In origine il provvedimento prevedeva il transito nella celle di sicurezza, in attesa del giudizio di convalida entro 48 ore.
Ma poi il vicecapo della Polizia, Francesco Cirillo, è venuto a dirci che non c’erano sufficienti celle di sicurezza, mentre nella sua relazione era scritto il contrario: ben 1057 camere di sicurezza in tutta Italia.

Così per evitare il sovraffollemento delle carceri si danno i domiciliari.
Il problema è come gestire il fenomeno delle cosiddette porte girevoli, cioè quei ventimila e passa detenuti che vanno in carcere per tre giorni in attesa delle convalida. Un problema che pesa molto sull’organizzazione penitenziaria. Ma così è stata scelta la strada più pericolosa, il diritto ne esce sconfitto, maltrattato. La polizia si danna per acchiappare un ladro e poi lo deve riportare a casa. Ovviamente poi bisognerà predisporre la sorveglianza e sono costi in più. Che si sommano agli sprechi per i braccialetti.

Quelli elettronici.
Diamo alla Telecom undici milioni di euro all’anno per questo servizio. Su 450 ne sono in funzione solo 9. Dicono che non c’è il Gps, ma adesso abbiamo prorogato il servizio, costato sinora, per dieci anni, 110 milioni di euro.

Quali reati sono compresi nella nuova norma?
Tutti quelli di competenza del giudice monocratico che non superano i dieci anni di pena, con l’eccezione di quelli legati alla droga che possono arrivare anche a vent’anni. Dopo gli emendamenti sono stati esclusi la rapina aggravata, cioè lo scippo, e il furto in appartamento ma non in negozio.

L’altra parte del decreto è sugli ultimi 18 mesi di pena da fare ai domiciliari.
Qui ho faticato a capire a quale platea di detenuti fosse rivolta la misura.

In che senso?
Già esiste una norma generale che prevede di scontare ai domiciliari la pena residua di 24 mesi. Il detenuto fa l’istanza e il tribunale di sorveglianza decide. È un’istruttoria molto lunga.

Premesso questo.
Nel 2005 la ex Cirielli escluse i recidivi dalla norma generale. Poi l’anno scorso la legge 199, votata anche dalla Lega, li ha riammessi a questo beneficio, ma con un’estensione fino a 12 mesi, adesso innalzato a 18 mesi. In virtù di tutto questo io ho fatto una domanda al capo dell’amministrazione penitenziaria, Franco Ionta.

Quale?
Gli ho chiesto in un’audizione se la platea individuata nel decreto fosse quella dei recidivi. Lui ha ammesso e ha risposto di sì.

Non era meglio abrogare la ex Cirielli?
Appunto. Invece si è scelto un’altra strada pericolosa: quella della norma a tempo. Questo beneficio infatti durerà due anni: dal 2012 a tutto il 2013.

Potrebbe scattare anche per tutti i processi in corso contro cricche e politici?
Se un corrotto è recidivo, senza dubbio. Ma tenga presente che oggi i detenuti per reati contro la pubblica amministrazione non arrivano a dieci. La casta che ruba non va mai in carcere.

Fiducia con guerriglia?

novembre 14, 2011 in Appunti

Angelino AlfanoNon sono per nulla positive le prese di posizione nel Pdl, con manifestazioni di insofferenza e  falso senso di responsabilità. Basta guardare le espressioni facciali, mentre parlano. Quasi mai l’espressione facciale è in armonia con i concetti espressi.
Bisognerà verificare in concreto,  il comportamento che terranno, giorno dopo giorno.

Il PDL ha la presidenza di molte commissioni parlamentari: la butteranno in fiacca o si potrà lavorare? Le commissioni, più dell’aula, potranno essere la cartina al tornasole delle vere intenzioni. Ad esempio, in commissione giustizia del senato, giacciono molti disegni di legge che il governo e maggioranza, non avevano interesse a coltivare, essendo presi dal lavoro sui disegni di legge d’interesse personale o particolare.
Ora che il campo è sgomberato (non penso proprio, infatti, che si riparta da prescrizione breve, processo lungo, intercettazioni e legge bavaglio, riforma costituzionale della “giustizia” per eliminazione dell’obbligatorietà dell’azione penale e la sottoposizione pm all’esecutivo), potranno farsi quelle riforme, a costo zero, che inutilmente abbiamo chiesto.

L’Italia dei Valori, ha interesse che vengano portati avanti i ddl presentati, quantomeno quelli senza impegni finanziari e, a parole, condivisi.
Ora vedremo. Ma non sono ottimista.

Foto: The Frontpage

Prescrizione breve. Altro che democrazia parlamentare, questa è studiata pigrizia

ottobre 28, 2011 in Appunti

Silvio BerlusconiSino all’ultima settimana di novembre, non dovrebbe parlarsene.
Lo scorso martedì, erano però pronti a fare il bliz, imponendo all’aula l’esame del disegno di legge che sta a cuore a Silvio. È certo, perché un collega del pdl, mi ha confidato che erano stati precettati.
Poi, è successo un qualcosa (senso del pudore?), e non se ne è parlato.
Per le prossime due settimane, l’attività, è già programmata. I regolamenti parlamentari, non ci danno margini di manovra: costretti a subire l’inerzia nell’esame dei tanti disegni di legge in materia di giustizia.
Altro che democrazia parlamentare. Questa è studiata pigrizia!

Foto: Downing Street