Il portavoce del Quirinale dovrebbe ripassare i codici

Giugno 20, 2012 in Appunti

Il portavoce del Quirinale, Pasquale Cascella, alza il ditino nel tentativo si spiegare giuridicamente la ortodossia della iniziativa del Capo dello Stato nella ormai arcinota vicenda Mancino. Con il ditino alzato accusa Di Pietro e me di non conoscere le leggi. Chiarisco: proprio perché conosciamo le leggi da lui citate, possiamo dire che non c’entrano un bel nulla con una iniziativa finalizzata al tentativo di evitare il confronto tra Mancino e Martelli, che tanto dava ansia a Mancino. Il portavoce del Quirinale, oltre che scrivere tweet, dovrebbe leggere le conversazioni ampiamente riportate dalla stampa. Poiché però, per il portavoce del Quirinale, siamo ignoranti (e lui il dotto), gli facciamo, da ignoranti, due domandine semplici:

1) Sa dirci la differenza tra preoccupazione per il coordinamento delle indagini e l’ingerenza relativa ad un atto processuale da compiersi innanzi ad un Tribunale?

2) Sa dirci la differenza tra fase delle indagini e fase di formazione della prova in un processo?

Insomma, prima di chiamarci ignoranti, faccia una ripassata ai codici.