Archivio IDV

Concussione o estorsione ? Questo è il problema. Berlusconi-Ruby a rischio ?Dibattito che non capisco

marzo 18, 2012 in Appunti

 

 

Mi appaiono non giustificate le preoccupazioni collegate alla proposta di modifica del reato di concussione, riferite al processo Berlusconi-Ruby.

Infatti, nel seguire le indicazioni della convenzione di Strasburgo anticorruzione,  si vuole evitare,  quanto spesso è accaduto,  ossia il fatto che il corruttore,  dopo aver ricevuto una indebita utilità dal corrotto,  accampi una causa di giustificazione,  asserendo d’essere vittima di concussione.

In effetti,  oggi il reato di concussione,  è costruito sulla condotta del concussore subita dalla vittima.

La proposta di modifica,  è nel senso di collocare la condotta di concussione,  nel reato di estorsione,  con un comma aggiunto che recita: Continua a leggere →

Parlamentari che hanno autorizzato la pubblicazione dei redditi. Elenco, nel segno della trasparenza

febbraio 23, 2012 in Appunti

aulaRiporto di seguito integralmente la pagina di Openpolis contenente l’elenco dei Parlamentari che hanno autorizzato la pubblicazione dei redditi (Mi si chiede come accedere  alle denunce dei redditi. Serve andare sul sito della camera di appartenenza, cliccare sul nome del parlamentare, si apre la scheda  di tutto ciò che riguarda il parlamentare,  ivi inclusa la dichiarazione dei redditi online).

LE DICHIARAZIONI PATRIMONIALI DEI PARLAMENTARI

Elenco aggiornato dei parlamentari che hanno dato il consenso alla pubblicazione online della dichiarazione patrimoniale personale (beni mobili e immobili, redditi e spese elettorali).
Tutti i senatori e deputati sono tenuti a depositare la dichiarazione patrimoniale e aggiornarla ogni anno, ma la stessa legge che prevede questo obbligo (la n.441 del 1982) stabilisce anche che queste informazioni siano raccolte in un apposito Bollettino che è consultabile solo presso la Camera o il Senato.
Dunque i dati sono “pubblici” ma non pubblicabili online, se non con l’assenso del singolo parlamentare.
Grazie all’iniziativa dell’On. Rita Bernardini ora per i parlamentari che lo desiderano è sufficiente compilare un modulo perché gli uffici inseriscano la dichiarazione nella pagina web del parlamentare. Quando questo avviene il nostro elenco si aggiorna automaticamente.
Sarebbe utlile se le Regioni e gli enti locali adottassero la stessa procedura …
Hanno finora dato il consenso alla pubblicazione della dichiarazione patrimoniale 245 parlamentari su 945 (25.93%).

Di seguito l’elenco:

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Recidivi a casa. NO!

gennaio 11, 2012 in Appunti

L’IDV non può condividere il cuore del decreto “svuotacarceri” in discussione in Commissione Giustizia.
Non è accettabile che possa estendersi la detenzione domiciliare, sino a 18 mesi, ai condannati definitivi che abbiano più volte, nel volgere di un breve arco temporale, commesso delitti della stessa indole.

Pensiamo a ipotesi di stalking, con l’animosità persecutoria che contraddistingue tale reato. Pensiamo ad episodi che hanno visto portare i comportamenti illeciti, sino a conseguenze delittuose estreme.
Non risponde alle esigenze di sicurezza, liberare di fatto soggetti portati alla reiterazione del delitto.

L’IDV ha presentato un emendamento per escludere dalla possibilità della detenzione domiciliare, i delinquenti reiterati.
La risposta è che la norma svuotacarceri, potrà avere risultati proprio perché si prevede l’applicazione ai recidivi.

L’IDV è contro. Ho espresso questa valutazione in commissione. Domani esprimerò il voto contrario.

Svuotacarceri e sicurezza

dicembre 27, 2011 in Appunti

Il decreto legge del Ministro della Giustizia, cerca di arginare il grave problema del sovraffollamento carcerario. Anni di chiacchiere, senza che la situazione abbia visto un qualche miglioramento. Anzi è accaduto esattamente il contrario, nonostante ben 4 annunci dell’ex ministro Alfano.

Ora, tra le misure, v’è quella della detenzione domiciliare per i detenuti con una pena residua inferiore a 18 mesi.

 A novembre dello scorso anno, per lo stesso motivo, era stata prevista la detenzione domiciliare per pene inferiori a 12 mesi. Per l’appunto, con il decreto attuale, viene elevato il 12 in 18. Il provvedimento ha una durata straordinaria sino al 31 dicembre 2013.

La detenzione domiciliare esiste nel nostro ordinamento e riguarda le pene inferiori a 24 mesi. Perché, allora, il decreto?
La ragione è duplice:

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CONCRETEZZA e CRITICA

dicembre 18, 2011 in Appunti

Non ho condiviso le critiche di Marco Travaglio su Il fatto di ieri (17 dicembre), titolato “Severino, anzi Morbidino“.
La prima critica al Ministro, è “di avere escogitato soluzioni tra il demenziale e il tragicomico”. Nello specifico:

A) “la solita pantomima del braccialetto elettronico”. Proprio no, caro Travaglio. E’ una soluzione in molti paesi; in Italia è stato sino a quest’anno uno scandalo ( pagati a Telecom 11 milioni l’anno per 10 anni, in totale 110 milioni di euro, ultima rata dicembre 2011). Quindi non bisognerebbe parlarne? Non sarebbe una soluzione praticabile, passando da una pessima gestione dello strumento ad una normale e corretta utilizzazione (come in tanti altri paesi)?

B) La detenzione domiciliare per pene sino a 18 mesi, è misura straordinaria, con durata sino al 31.12.2013 (legge 199/2010). Ora si vorrebbe l’innalzamento a 18 mesi dai 12, attualmente previsti. La misura della detenzione domiciliare esiste dal 1986, art.47 ter dell’ordinamento penitenziario e riguarda le pene, anche residue, non superiori a 24 mesi.La differenza della norma proposta, rispetto alla legge ordinaria, è nel fatto che riguarda la popolazione carceraria, d’ufficio e con procedura molto snellita. E’ evidente, che la procedura a domanda del detenuto, introduce un rito abbastanza complesso, con istruttoria, acquisizione di relazioni, udienza di discussione. Non così con la procedura semplificata.
Da questo a definire, come detto da Travaglio, la norma proposta: “l’ennesimo indulto mascherato per aggirare la Costituzione che impone per i provvedimenti di clemenza, la maggioranza dei due terzi”, c’è ne corre di strada, ma tanta. Una cosa è cancellare la pena (indulto),  altra cosa è la detenzione domiciliare, esistente da oltre un quarto di secolo. Salvo che, nel nome della certezza della pena (cosa assolutamente condivisibile)  non voglia rivedersi l’ordinamento penitenziario.

 C) La terza critica , è quella d’aver previsto l’alleggerimento cospicuo della popolazione carceraria, attraverso la previsione di spostare l’ingresso in carcere, dopo l’udienza di convalida dell’arresto, da tenersi entro 48 ore (non prorogabili). Ciò sulla base del dato statistico reale, secondo cui, ogni anno, da 21 a 22 mila arrestati, rimangono in carcere massimo 3 giorni, essendo rimessi in libertà , all’udienza di convalida.
Si prevede, quindi, che, nelle 48 ore, l’arrestato venga trattenuto nelle caserme o commissariati. Per Travaglio: “la misura pensa di trattenere nelle camere di sicurezza delle questure, senza passare per il carcere, i 21-22 mila detenuti in custodia cautelare che attendono il processo per direttissima”. Cosa c’entra l’udienza di convalida dell’arresto con il processo per direttissima? E’ una lettura superficiale e affrettata di Travaglio.

D) Travaglio aggiunge che non ci sarebbero altre idee messe in campo. E’ una grande inesattezza (si prevede la depenalizzazione di ipotesi di reato marginalissime, la sospensione del processo agli irreperibili con sospensione del corso della prescrizione, la revisione della geografia giudiziaria con recupero di 1944 giudici di pace e 2104 unità di personale, l’applicazione dell’affidamento in prova, per reati di minima offensività, prima del processo e non, come attualmente, dopo i possibili tre gradi di giudizio).

Diverse scelte, sono quelle proposte dall’IDV con numerosi disegni di legge, sin dal 2008.

Ovviamente, discuteremo e analizzeremo tutto.

Non possiamo certamente addebitare al Ministro di non aver costruito le carceri; neanche diremo che la soluzione del sovraffollamento carcerario, si risolve con le nuove carceri. Certo: questa è la strada maestra. Ma, in attesa, quale soluzione esiste per affrontare la gravissima emergenza del superaffollamento? Oppure, rispolveriamo l’idea di Angelino Alfano, di noleggiare  qualche nave e metterci i carcerati, in crociera o in rada?

Insomma, la critica serve e stimola. La critica corrosiva, invece, serve solo a vendere copie di giornali, parlando alla pancia di molti lettori.
Noi ragioniamo, perché non abbiamo problemi di tiratura.

Carceri e Giustizia

dicembre 17, 2011 in Appunti

Il sopraffollamento carcerario è un fatto oggettivo, con un terzo di detenuti oltre la capienza consentita. Ma, attenzione: bisogna scongiurare norme criminogene.
Il sovraffollamento non è da paese civile. Il carcere è privazione della libertà, non sofferenza per condizioni igieniche, di spazio, di cura.

Scontiamo l’inefficienza dell’ex ministro Alfano: colui che, in tre anni e mezzo, ha annunciato 4 piani-carcere, senza realizzarne neanche uno.

Ora si propone di alleggerire il peso del sopraffollamento con la previsione di applicazione della detenzione domiciliare per le condanne definitive sino a 18 mesi o per la pena residua da scontare inferiore a 18 mesi. Questa soluzione,  porterebbe fuori dal carcere, 4000 detenuti.

Accanto a questa misura, il Governo interviene su quelle carcerazioni di durata brevissima. Invero, ogni anno, 21.000 arrestati, stanno in carcere meno di 3 giorni. Si tratta di persone che, arrestate, vengono rimesse in libertà dal giudice, all’udienza di convalida dell’arresto. In tale caso, si prevede di trattenere gli arrestati nelle caserme o commissariati, sino alla udienza di convalida. In tale udienza, il giudice deciderà se l’arrestato debba andare in carcere o rimesso in libertà.

Altre proposte, recepiscono quelle dell’IDV, avanzate sin dal 2008, con appositi disegni di legge.

La norma che merita molta attenzione, è quella dei domiciliari per pene sino ai 18 mesi.

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GLI SFACCENDATI E LA POLITICA

novembre 23, 2011 in Appunti

Capita che qualcuno domandi quale sia il futuro dell’Italia dei Valori, nella nuova fase della politica post Berlusconi.

In particolare ricorre un’affermazione, con intonazione interlocutoria: IDV è orfana di Lui.

A parte ogni considerazione sul dato della effettiva scomparsa dalla scena politica del soggetto in questione, non può ignorarsi la vivacità e lo spirito di rivalsa del berlusconismo, i guasti in itinere, il virus istituzionale, le tarme che scavano il legno.

E’ insidiosissima l’ammiccante sollecitazione ad abbassare la guardia,  per condurre l’impegno politico in una fase di relax.

In verità, molti dei nostri più accesi “combattenti”, sono pigri nella sostanza, avendo trovato di estrema comodità l’uso dei temi di intervento politico, per come giornalmente offertici  dal “nemico”, secondo modalità e agenda da questi scelte.

L’elaborazione, sviluppatasi nel tempo, del progetto e programma politico dell’IDV, è stata, per pigrizia, trascurata e non metabolizzata.

La politica è impegno di studio, di analisi, di sintesi:  l’IDV ha una sua concezione della economia, del mercato, della giustizia, delle istituzioni, dell’architettura costituzionale, della informazione, delle politiche giovanili.

Quelli che si sentono “orfanelli”, si mettessero a studiare e scoprirebbero il vero fascino della politica che, non è nell’avere sottomano un nemico, bensì nell’avere da risolvere un problema, nell’interesse della collettività, in funzione della quale, è nata la stessa parola “politica”.

Io vivo, con speranza, la possibile liberazione da Berlusconi, così da potermi impegnare a dare il mio contributo per costruire il paese che vorrei per i miei figli.

 

Responsabilità e Governo

novembre 11, 2011 in Appunti

L’Italia dei Valori deve compiere, nel momento della crisi, una scelta FACILE, dovendo orientare il proprio comportamento verso la meta dell’interesse dell’Italia e dei concittadini, maltrattati, in tanti anni, da gente che ha coltivato solo interessi personali e di cricca, frequentemente coincidenti con il crimine e la criminalità.

Noi amiamo il nostro Paese e ci siamo sempre battuti contro le ingiustizie, per  la  legalità,  la solidarietà,  l’equità,  la volgarità  del potere  malsano e aggressivo alla collettività.
Noi siamo convinti che il proprio dovere si debba compiere, con trasparenza e coerenza, indipendentemente dal riconoscimento di ruoli e poltrone.
Noi siamo convinti che la sana democrazia, richieda il rispetto dell’antica regola della maggioranza che governa e della minoranza che controlla.
Ora è un momento in cui si chiederebbe il superamento della regola democratica del governo e del controllo, perché l’Italia ha bisogno di unità nazionale per affrontare una drammatica crisi.
Noi siamo per il valore dell’unità nazionale e della responsabilità, convinti che i VALORI si rispettano ed esaltano, oltre gli schemi lessicali di “maggioranza” e “opposizione”. SI RISPETTANO SEMPRE,  senza che possa venire meno il dovere del controllo.
Governare significa operare scelte, alla ricerca della sintesi di posizioni, anche contrapposte.
Noi riteniamo che esista una grande differenza tra sintesi e basso compromesso.
Noi non possiamo rinunciare, nell’interesse dell’Italia,  a seguire la bussola dell’interesse del Paese e dei cittadini.
Se serve mostrare  il senso dell’unità ed il segnale del Paese compatto e non in ginocchio, noi lo faremo perchè amiamo l’Italia.
Ma nell’interesse dell’Italia e dei nostri concittadini, noi seguiremo le nostre convinzioni,  in coerenza e chiarezza.
Nessuno, specie i malfattori, può dare lezioni di amore per lItalia e di  disinteressata  pratica e cura del benessere nazionale.

NOI AMIAMO E RISPETTIAMO IL NOSTRO PAESE SEMPRE E SEMPRE CIO’ FAREMO.

Un secco NO a Maroni

ottobre 20, 2011 in Appunti

 

Roberto MaroniLa relazione di Maroni sui fatti del 15 è palesemente insufficiente. Scarso il riferimento alla prevenzione. Generiche le indicazioni di interventi normativi. Brilla, per assurdità, la intenzione di chiedere agli organizzatori delle manifestazioni, cauzioni economiche per i fatti che altri commettessero.

Insomma gli organizzatori della manifestazione del 15, avrebbero dovuto garantire economicamente per i danni provocati dai violenti e dai teppisti che hanno impedito la conclusione a piazza San Giovanni. Assurdo e incostituzionale.
Il diritto a manifestare è riconosciuto in Costituzione. Subordinare il diritto, al pagamento di cauzione, significa compressione dell’esercizio del diritto. Chi non ha soldi, non ha diritti. Offensiva la sola idea.

L’IDV ha presentato un disegno di legge che, estende alle manifestazioni pubbliche, la disciplina esistente per gli avvenimenti sportivi, oltre a mirati interventi di natura sanzionatoria e processuale.

Prescrizione accorciata per Silvio. L’ opposizione dell’IDV oggi ha vinto!

ottobre 13, 2011 in Appunti

 

Giustizia La maggioranza si arrende in Commissione Giustizia Senato.
Oggi, dalle 14 alle 16, è stato votato un solo emendamento.
Ne rimangono oltre 150.
Il presidente della Commissione, ha comunicato che andrà avanti sino a mercoledì e, poi, metterà il disegno di legge in un cassetto. In questo modo la Commissione Giustizia si tira fuori dal regalo a Silvio. Dovrà essere la presidenza del Senato a fissare l’esame in aula, senza la relazione della Commissione.
Lo farà la presidenza del Senato? Quando? Sarebbe una prepotenza nella prepotenza. Vedremo. L’opposizione dell’IDV, oggi ha vinto. Io sono soddisfatto del mio lavoro.