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Canone RAI anche per Internet

febbraio 20, 2012 in Appunti

A proposito del previsto canone Rai anche per internet, mezzo recettivo anche di trasmissioni televisive, pubblico l’interrogazione parlamentare del sen. Sangalli che sottoscriverò.

Interrogazione
 
Presentata da
Giancarlo Sangalli
 
– Al Ministro dello sviluppo economico.
 
Premesso che:
 
l’art. 17 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (c.d. “Salva Italia”) ha previsto l’obbligo per le imprese e le società di indicare il numero di abbonamento speciale alla radio o alla televisione nel modello di dichiarazione dei redditi;
 
a seguito dell’entrata in vigore di tale disposizione, la RAI- Radiotelevisione Italiana S.p.A. ha provveduto ad inviare indistintamente a diversi soggetti (imprese, società, studi professionali, ecc.) il bollettino postale per provvedere al pagamento dell’abbonamento speciale, specificando che lo stesso è dovuto, oltre che per il possesso di un apparecchio televisivo, anche in presenza di computer con collegamento alla rete internet, in quanto strumento “atto o adattabile alla ricezione delle radioaudizioni” (art. 1, R.D.L 21 febbraio 1938, n. 246);
 
il canone speciale Rai deve essere corrisposto nel caso di attività commerciali, a scopo di lucro diretto o indiretto (D.Lgs. Lgt: 21 dicembre 1944, n. 458) e a prescindere dall’utilizzo effettivo dello strumento;
 
l’obbligo del pagamento è stato affermato dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 184 del 2002, con la quale la Consulta stabilisce la natura di tributo del canone, facendo discendere la sua obbligatorietà dal possesso stesso dello strumento: “…il collegamento dell’obbligo di pagare il canone alla semplice detenzione dell’apparecchio, atto o adattabile alla ricezione anche solo di trasmissioni via cavo o provenienti dall’estero (…), indipendentemente dalla possibilità e dalla volontà di fruire dei programmi della concessionaria del servizio pubblico, discende dalla natura di imposta impressa al canone…”;
 
anche la Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha ribadito che il canone di abbonamento radiotelevisivo “non trova la sua ragione nell’esistenza di uno specifico rapporto contrattuale che le leghi il contribuente, da un lato, e l’ente RAI dall’altro (..), ma si tratta di una prestazione tributaria, fondata sulla legge” (sent. N. 24010 del 20 novembre 2007);
 
la giurisprudenza ha chiarito circa l’obbligatorietà della corresponsione del canone speciale, ma non ha risolto i dubbi interpretativi circa la legittimità della richiesta in relazione al possesso di strumenti che l’evoluzione della tecnologia ha reso atti o adattabili alla trasmissione dei programmi televisivi (computer, videofonini, apparecchi modem, ecc.), né circa l’opportunità del pagamento qualora tali strumenti non fossero utilizzati a scopo di intrattenimento, ma perché funzionali all’attività di impresa;
 
già nel 2008, l’Agenzia delle entrate, sollecitata da una associazione di consumatori che chiedeva di specificare la tipologia di strumenti per l’utilizzo dei quali il pagamento del canone speciale RAI fosse dovuto, con propria risoluzione n. 102 del 19 marzo 2008 ha confermato la debenza del pagamento, ma si è dichiarata incompetente a risolvere la questione, in quanto l’individuazione specifica degli apparecchi avrebbe dovuto essere determinata dal Ministero delle comunicazioni (oggi la competenza in materia è del Ministero dello Sviluppo Economico). L’Agenzia ha successivamente provveduto ad inoltrare la richiesta all’amministrazione competente, senza tuttavia ottenere risposta;
 
l’introduzione dell’art. 17 del decreto “Salva Italia” è finalizzato all’emersione delle situazioni illegittime in cui i soggetti si sono sottratti al pagamento del dovuto ma, in assenza della determinazione di cui sopra, obbliga al pagamento del canone speciale anche i soggetti che utilizzano gli apparecchi informatici ai fini dell’attività professionale o di impresa. In merito si ricorda che, in taluni casi, i soggetti economici si sono dotati di tali apparecchiature proprio per assolvere ad obblighi normativi, quali l’adozione della posta elettronica certificata o l’obbligo di comunicazione per via telematica tra imprese e Pubblica Amministrazione;
 
in ragione delle difficile situazione economica, le richieste di pagamento avanzate dalla RAI alle imprese e società, in relazione all’uso di strumenti non tassativamente individuati ed a prescindere dall’effettivo uso che viene fatto di questi, appare un ulteriore ed ingiustificato aggravio a carico delle imprese;
 
Per sapere:
 
in che modo e con quale tempistica il Governo intenda procedere all’individuazione degli strumenti per l’utilizzo dei quali si debba corrispondere il pagamento del canone speciale RAI;
 
attraverso quali provvedimenti il Governo, nelle more dell’adozione degli atti successivi necessari alla risoluzione della questione, intenda sospendere gli effetti delle richieste di pagamento inviate dalla RAI-Radiotelevisione Italiana S.p.A. per la corresponsione del canone speciale di abbonamento e conseguentemente l’applicazione delle disposizioni di cui all’art. 17 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazione dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.

Gioco,malattia sociale e crimine.

novembre 17, 2011 in Appunti

Questa sera a Forlì, alle 21, Hotel della città, convegno: LO STATO BISCA. Si parla di un problema grave. I disegni di legge, dichiarati urgenti dal Senato, lo scorso febbraio, dormono. Ripropongo quanto scritto in precedenza. Un ripasso è sempre utile.

LA COMMISSIONE ANTIMAFIA HA APPROVATO IL DOC.XXIII n.8, CONSULTABILE SU GOOGLE “ANTIMAFIA GIOCO DOC.XXIII n.8 LUGLIO 2011”. L’AULA DEL SENATO HA CONDIVISO IL DOCUMENTO IL 5 OTTOBRE.
NELLA SEDUTA DEL 7 FEBBRAIO IL SENATO HA DICHIARATO L’URGENZA DEI DISEGNI LEGGE DEI SENATORI LAURO, DE SENA, LI GOTTI (TUTTI FIRMATI DA NUMEROSI SENATORI) CHE CONCRETIZZANO, IN PROPOSTE NORMATIVE, IL DOCUMENTO DELL’ANTIMAFIA. QUALCOSA SI MUOVE. INFATTI, OGGI, E’ INIZIATO L’ESAME DEI DISEGNI DI LEGGE, CON IMPEGNO DI PROCEDERE CELERMENTE. NOI CI RIUSCIREMO. LA BATTAGLIA DELL’IDV, INIZIATA DUE ANNI FA, COMINCIA A DARE FRUTTI. AVENDO RICEVUTO RICHIESTA, RIPUBBLICO NOTA RIASSUNTIVA CON RIFERIMENTI AI DOCUMENTI PER EVENTUALI APPROFONDIMENTI.

E’ stato presentato dal CNEL  il rapporto “La filiera del gioco in Italia: prospettive di tutela e promozione della legalità”.

Ho partecipato all’incontro per la Commissione Antimafia, illustrando la coincidente analisi cui è pervenuta la Commissione, approvando nel luglio scorso la mia relazione  (Doc.XXIII n.8 consultabile su Google voce senato antimafia doc.XXIII n.8

Inoltre. il 5 ottobre, l’assemblea del Senato, ha dedicato un intero giorno a discutere la detta relazione,  approvando, infine, una risoluzione, accolta dal Governo, con cui si impegna lo stesso a contrarre l’espansione del gioco d’azzardo.

I dati sono allarmanti:

  • dal 2003 al 2010, i nostri concittadini hanno giocato ben 309 miliardi di euro;
  • ogni italiano, a partire da 0 anni, gioca ogni anno 1000 euro;
  • parossistico è il settore delle slotmachine. Si pensi che le reti più grandi (nel mondo) sono di 15/20 mila apparecchi. In Italia, sono 400.000 ed aumentano;
  • accanto al gioco cosidetto lecito, perchè autorizzato, esiste la parallela rete del gioco illecito, stimato in circa il triplo di quello lecito (insomma, ogni anno, si giocano da 150 a 200 miliardi di euro);
  • il gioco è il nuovo fronte di ricchezza della criminalità organizzata;
  • i malati da gioco sono stimati tra 1,2 e 1,5 milioni;
  • al gioco d’azzardo, si collegano malattie, disperazione, tragedie, crimine, povertà, distruzione e rovina di decine e decine di migliaia di famiglie;
  • lo Stato, pur di far cassa (poco più  di 8 miliardi è il guadagno in termini erariali), alimenta un “disastro sociale”.

 

E’ martellante il mio impegno (con il fortissimo aiuto del sen. Raffaele Lauro) per riuscire a far approvare due disegni di legge (a mia firma e del collega Lauro) sul gioco online (altra piaga incontrollabile) e sulla tutela dei minori, inasprimento sanzionatorio, tracciabilità flussi finanziari, controllisocietari (spesso si tratta di società a scatole cinesi allocate nei paradisifiscali).

Responsabilità e Governo

novembre 11, 2011 in Appunti

L’Italia dei Valori deve compiere, nel momento della crisi, una scelta FACILE, dovendo orientare il proprio comportamento verso la meta dell’interesse dell’Italia e dei concittadini, maltrattati, in tanti anni, da gente che ha coltivato solo interessi personali e di cricca, frequentemente coincidenti con il crimine e la criminalità.

Noi amiamo il nostro Paese e ci siamo sempre battuti contro le ingiustizie, per  la  legalità,  la solidarietà,  l’equità,  la volgarità  del potere  malsano e aggressivo alla collettività.
Noi siamo convinti che il proprio dovere si debba compiere, con trasparenza e coerenza, indipendentemente dal riconoscimento di ruoli e poltrone.
Noi siamo convinti che la sana democrazia, richieda il rispetto dell’antica regola della maggioranza che governa e della minoranza che controlla.
Ora è un momento in cui si chiederebbe il superamento della regola democratica del governo e del controllo, perché l’Italia ha bisogno di unità nazionale per affrontare una drammatica crisi.
Noi siamo per il valore dell’unità nazionale e della responsabilità, convinti che i VALORI si rispettano ed esaltano, oltre gli schemi lessicali di “maggioranza” e “opposizione”. SI RISPETTANO SEMPRE,  senza che possa venire meno il dovere del controllo.
Governare significa operare scelte, alla ricerca della sintesi di posizioni, anche contrapposte.
Noi riteniamo che esista una grande differenza tra sintesi e basso compromesso.
Noi non possiamo rinunciare, nell’interesse dell’Italia,  a seguire la bussola dell’interesse del Paese e dei cittadini.
Se serve mostrare  il senso dell’unità ed il segnale del Paese compatto e non in ginocchio, noi lo faremo perchè amiamo l’Italia.
Ma nell’interesse dell’Italia e dei nostri concittadini, noi seguiremo le nostre convinzioni,  in coerenza e chiarezza.
Nessuno, specie i malfattori, può dare lezioni di amore per lItalia e di  disinteressata  pratica e cura del benessere nazionale.

NOI AMIAMO E RISPETTIAMO IL NOSTRO PAESE SEMPRE E SEMPRE CIO’ FAREMO.

Dimissioni? Con calma. Prima il risiko…

novembre 9, 2011 in Appunti

Silvio Berlusconi Il paradosso italiano conosce una nuova pagina. Creativi, come sempre. Il capo del Governo si reca dal capo dello stato, per comunicare di non avere più maggioranza.
Ma non rassegna le dimissioni; le annuncia per il futuro, perché prima urge l’approvazione della legge di stabilità.

Il capo dello Stato, ne prende atto.
Ma se non c’è la maggioranza, come si garantisce l’approvazione? Con voti prestati dall’opposizione? Non è questo un paradosso? Insomma Berlusconi, non si dimette perché prima deve approvare una legge, senza avere una maggioranza. Di costituzionale non c’è nulla.

Conseguenza: viene paralizzato il quadro politico e il capo dello Stato è congelato, nelle sue prerogative, avendo avallato questa anomala strada.Tutto appare diabolicamente proteso alla lotta per conservare il potere. Mentre il Paese è in una situazione definita drammatica.
Ai danni dei cittadini, si gioca a risiko.

Mentre si pensa ai problemi di Silvio, sulle carceri solo false soluzioni

settembre 21, 2011 in Appunti

 

Sovraffollamento nelle carceri.
Dibattito in Senato proposto dai radicali. Chiedono l’amnistia.
Ho preso la parola esprimendo la contrarietà dell’IDV all’ amnistia. Il problema fa parte del più grande problema del sistema giustizia. Sin dal 2008 l’IDV ha presentato numerose proposte.
Il Governo ha passato tre anni a pensare ai problemi di Silvio. E le riforme attendono. Dal 2001 sono alla guida del Paese. Le cose sono enormemente peggiorate.

Foto: Shamballah

Il gioco delle tre carte

settembre 10, 2011 in Appunti

 

ProvinceQuindi il Governo fa sul serio.
Calmi, controllate la vertigine. Si sopprimono le Province, sostituendole con raggruppamenti di comuni e gestite da organismi elettivi. Questo è il disegno di legge. A primo impatto, sembra il gioco delle tre carte. Vedremo.
L’IDV ha idee chiare e proposte adeguate. Smontare la stratificazione politico-burocratica creatasi in 150 anni.
Buon impegno.

Foto: Norman B. Leventhal Map Center at the BPL

Paghino gli evasori ed i furbi

agosto 17, 2011 in Appunti

 

ScudoQuando Tremonti e il Governo vollero la scandalosa sanatoria per i capitali, sottratti a tassazione e portati all’estero, l’IDV fece battaglia per due ragioni:

  1. la profonda immoralità della norma
  2. l’introduzione del riciclaggio di Stato.

Inoltre l’enorme ricchezza sottratta al Paese, avrebbe consentito agli scudati di lucrare, con una grande liquidità, in investimenti e così essere ulteriormente favoriti, rispetto a chi doveva rivolgersi al sistema bancario.
Ora propongono di far pagare agli scudati l’1%. Se quel denaro fosse rimasto in Italia, sarebbe stato tassato. Quanto hanno guadagnato, in tanti anni, gli scudati? Un 30%? Almeno. Pagassero il 20%. Si tratta di 20 miliardi.
Invece devono pagare gli onesti.
Vergogna e battaglia.

Foto: Rhubarble