Legittima difesa e politica manigolda. Quando governavano i pistoleri attuali

6 maggio 2017 in Appunti

 

I guasti sono iniziati quando ci mise mani il governo Berlusconi-Bossi-Fini (ministro della giustizia Castelli) e addirittura venne inserita la circostanza della “desistenza” e la dottrina dovette interrogarsi se fosse necessario addirittura un onere di intimazione da parte dell’aggredito e solo se l’aggressore non avesse desistito, sarebbe stato possibile invocare la legittima difesa.
Ancora: nel 2006 leghisti, berlusconiani e finiani, inserirono che la legittima difesa con arma, era possibile solo se l’arma fosse detenuta “legittimamente”, sicchè se un aggredito avesse usato un arma detenuta illegalmente, non scattava la legittima difesa.

Ora i pistoleri Salvini-Meloni hanno dimenticato e dicono che la difesa è sempre legittima, che deve sparire il criterio della proporzionalità e l’eccesso colposo.

Memoria corta? No. Memoria manigolda.