Archivio 2017 febbraio

Politica e linguaggio. La via breve e l’ipocrisia lunga

febbraio 12, 2017 in Appunti

La comunicazione cambia il linguaggio e non solo della politica.

E’ sparito il ragionamento perchè richiede tempo e chi legge o ascolta, si annoia.
E’ sparita anche la riflessione.
Ricordo quando, al senato, mi facevano un’intervista.
La raccomandazione era: 15 secondi, questo è il tempo televisivo.
E allora era tutto un industriarsi mentale per esporre un concetto col cronometro.
Vincente è trovare la frasetta ad effetto.
La volgarità è la scorciatoia concettuale. Per i giornali, conta il titolo.
Quando Grillo chiese: cosa fareste se vi trovaste, di notte, con la Boldrini in macchina?, era consapevole che avrebbe raccolto molte frasi volgari e sessiste. Offendeva con le parole degli altri.
Sintesi e volgarità sono il binomio perfetto.
Avete anche voi notato come le frasi che raccolgono più applausi, sono quelle con una parola volgare enfatizzata? Diventa concetto.
Ormai è così. Con tanta ipocrisia scandalizzata.

La Consulta sull’Italicum, indica una strada: ballottaggio tra liste apparentate.

febbraio 10, 2017 in Appunti

La motivazione della Consulta sull’Italicum, boccia il ballottaggio tra le due liste che hanno ricevuto più voti al primo turno, in quanto esclude l’apparentamento o coalizione di liste tra i due turni. Se ne deduce che il ballottaggio tra coalizioni apparentate dopo il primo turno, non sarebbe incostituzionale. E’ la novità più evidente rispetto a quello che si sapeva e indica una strada.

Esattamente si dichiara l’incostituzionalità, ove nessuna lista abbia conseguito al primo turno il 40% dei voti (il che assicurerebbe il premio di maggioranza), <<limitatamente alle parole  “o, in mancanza, a quella che prevale in un turno di ballottaggio tra le due con il maggior numero di voti, esclusa ogni forma di collegamento tre liste o di apparentamento tra i due turni di votazione“>>.

Di Maio e la lamentela all’Ordine dei Giornalisti: richiesta di bavaglio.

febbraio 8, 2017 in Appunti

Di Maio manda una lamentela al Presidente dell’Ordine dei Giornalisti per gli articoli, a suo dire, non veritieri sul caso Raggi e fa l’elenco nominativo dei giornalisti “incriminati”. L’iniziativa di Di Maio è del tutto anomala. Esiste l’istituto della querela se si ritenga diffamatorio un articolo di stampa. La scelta di Di Maio si connota, invece, per una sorta di richiesta preventiva di controllo sui futuri articoli.
Ma veramente Di Maio pensa che il Presidente dell’Ordine dei giornalisti, possa sindacare l’attività giornalistica di professionisti di varie testate?
Nelle democrazie non funziona così. Solo nelle democrazie apparenti, c’è il bavaglio preventivo.
Noi non siamo la Turchia o la Russia di Putin.
L’iniziativa 5s è sconcertante. Io ho memoria di campagne di stampa ma nessuno mai chiese il bavaglio preventivo, salvo l’editto bulgaro di Berlusconi.
Per la memoria, ricordo la campagna per lo scioglimento del Msi con applicazione della legge Scelba, portata avanti da Ferruccio Parri e giornali di sinistra.
Rammento la campagna del Candido e del Borghese, contro Giacomo Mancini.
Rammento la campagna anti Berlusconi con in testa Peppe D’Avanzo e, poi, Travaglio, Santoro.
Insomma è una brutta ed allarmante storiaccia di insofferenza antidemocratica.