Archivio 2013 febbraio

Italia dei Valori: ripartire dalla consapevolezza degli errori e l’orgoglio della nostra storia.

febbraio 27, 2013 in Appunti

 

Bisogna ripartire da una constatazione.  Il progetto, nel quale avevo creduto, di Rivoluzione Civile, è stato bocciato elettoralmente,  nonostante un avvio positivo.  Man mano ha perso smalto, chiarezza comunicativa,  condivisione per alcune scelte politiche in ordine ad alcuni temi del tutto innovativi rispetto alle posizioni sedimentate nell’area politica di riferimento dell’IDV (intercettazioni telefoniche,  amnistia,  liberalizzazioni droghe leggere,  per fare alcuni esempi).

Inoltre la sintesi società civile e buona politica,  è apparsa penalizzante per la buona politica, quasi manifestandosi nella retrocessione della buona politica, così da rappresentarla come una zavorra.

L’IDV aveva svolto negli ultimi anni, un serio ruolo di opposizione accompagnato da proposte serie,  ragionate,  fattibili.

Rivoluzione Civile ha invece avuto difficoltà a valorizzare la continuità del suddetto ruolo di opposizione costruttiva,  proponendosi come soggetto senza un retroterra.

E’ stato un errore fatale,  perchè così facendo ha escluso, dai temi della battaglia elettorale,  argomenti di grande vitalità sviluppatisi nel corso di anni e non più rivendicati o stancamente male enunciati.

Insomma il progetto,  ambizioso nel nome,  ha rinunziato alle radici della buona politica,  puntando sul nuovo titubante.

Non era per nulla in conto,  prevedere questa involuzione progettuale e non erano queste le attese.

Rivoluzione Civile doveva essere sintesi e passo in avanti. Non è riuscita ad esserlo. A questo errore di fondo,  si sono aggiunti errori seriali quale conseguenziale precipitato dell’errore di base.

Ora bisogna riprendere il nostro cammino politico,  fatto di battaglie articolatesi nel tempo e di cui, come IDV, siamo orgogliosi.

Il Presidente Antonio Di Pietro,  con un atto di profonda generosità, ha rassegnato le sue irrevocabili dimissioni.  Ciò vuole rappresentare un segnale concreto di profondo rinnovamento.

In questo nuovo avvio o ripartenza,  serve ancora il suo contributo,  proprio per il concreto significato che esso ha,  per tutti noi classe dirigente.

Ricominceremo dalla consapevolezza degli errori commessi,  con umiltà e con l’orgoglio della nostra storia.

 

Dignità, petulanza ed elemosina per il voto “utile”

febbraio 14, 2013 in Appunti

 

La morale profonda del cosiddetto voto utile, è:  io non ti aggrado,  mi critichi, mi ricordi errori e magagne,  sono abbastanza inaffidabile,  ho fatto cose di cui mi vergogno,  non sono capace di conquistare un numero sufficiente di elettori per governare. Insomma,  in poche parole,  non riesco a farcela.

È vero che grazie al porcellum,  basta avere un voto,  un solo voto, in piu degli altri per ottenere alla camera 340 deputati,  ossia il 55%, anche se ottengo il 35% dei voti.  Ma ho quel benedetto voto in più che mi trasforma in maggioranza assoluta ampia,  senza di fatto averla.  Sin quì, mi sta bene.

Ma al senato,  è diverso.  La maggioranza ampia di seggi,  con quel solo voto in più,  si ottiene su base regionale.  Insomma ogni regione ha il suo vincitore e consente di eleggere,  a chi vince nella regione,  un numero di senatori pari al 60% di quelli da eleggere nella regione,  anche ottenendo il 30% dei voti , ma con un solo voto in più degli altri.  Insomma,  io i voti non riesco a conquistarli.  Allora, caro elettore,  mi servirebbe il tuo voto.  Io so che tu elettore non mi vuoi votare.  Ma se non mi dai il tuo voto, corri il rischio di far vincere uno che è peggio di me.

Ed allora:  ti faccio schifo,  ma un poco meno degli altri. Votami.  Non ti prometto niente,  perché non posso prometterti ciò che certamente non farò. L’unica cosa che ti prometto è che,  se vinco io,  non vince quell’altro.
Lo so,  questo ê un discorso non molto democratico,  perché ti chiedo di rinunciare a votare per chi vorresti.
Però io non ce la faccio.

Mi vuoi dire che questo è un ricatto:  lo so.  È vero ti sto ricattando, ti sto rubando la generositá,  ti sto togliendo la libertà di votare come vorresti. Ecco,  so di farti doppiamente schifo.  Ma ti chiedo ugualmente, di fare questo sforzo.  Sputami pure in faccia.  Me lo merito,  ma dammi il tuo voto.

Io,  a chi mi fa questo discorso,  lo seguo parzialmente:  lo sputo in faccia e voto in libertà,  perchè il voto è mio ed io sono un cittadino sovrano. L’elemosina la faccio,  a chi decido io.  Tu sei un petulante senza dignità.

Io di te,  senza dignità,  non mi fido.  Sarai capace di tutto dopo.  Di allearti pure con il diavolo,  perchè sei viscido e falso. 

 Io voto in libertà.  Se ti dessi ascolto,  sbaglierei due volte.

Sbaglierei a rinunciare alla mia dignità di cittadino sovrano e sbaglierei,  affidandoti una fiducia che non meriti.  E sei pure arrogante.

Il riformismo che voleva Silvio e che ha nel cuore: dichiarazione di voto sul processo lungo

febbraio 4, 2013 in Appunti

Continuo la pubblicazione dei miei interventi in Senato.
Le cose che Berlusconi, Fini e Bossi volevano, per demolire la giustizia.
Ora sperano che gli italiani abbiano dimenticato.
Sulla situazione economica del paese, niente perché tanto i ristoranti erano pieni e la crisi era solo psicologica.
La ripresa del paese, passa anche dalla giustizia.
Senza diritti riconosciuti, prevarrà sempre il più forte.

dichiarazione di voto sul processo lungo