Ai miei denigratori, dico: picciotti, per favore, toglietevi la coppola.

17 Gennaio 2013 in Appunti

 

Quando vivevo in Calabria ho fatto politica. Poi, nel 1974 (avevo 27 anni) mi sono trasferito a Roma e non ho piu fatto politica sino al 2002, quando ho aderito all’Italia Dei Valori. Ho fatto l’avvocato nel processo per la strage di piazza Fontana, per l’eccidio di via Fani, per l’assassinio del commissario Luigi Calabresi, in molti processi di mafia.
Nel 1989, inizi 1990, Giovanni Falcone mi chiese se fossi disposto a difendere Marino Mannoia, al quale la mafia aveva appena ucciso la mamma, la zia e la sorella, per vendetta e per farlo tacere.
Ho detto di sì per dignità (era difficile in quel momento trovare difensori per un “pentito” di mafia).
Da quel momento, ho difeso molti collaboratori di giustizia.
Nel 1994 iniziarono ad arrivare le minacce mafiose. Non sono arretrato di un millimetro, non perché sono un eroe ma, lo ripeto, per dignità.
Ho fatto il sottosegretario alla giustizia dal 2006 al 2008, dedicandomi particolarmente al personale amministrativo (i sindacati sono buoni testimoni del mio impegno) e al penale.
Poi sono diventato senatore occupandomi di giustizia e di antimafia.
Ora, sono candidato nella lista Rivoluzione civile.
Da oggi, ricevo attacchi perché “fascista” (sino al 1974 ho fatto politica, a Crotone, nel Msi).

Io non conosco il nome ed il volto del manovratore.
È bene,  però,   che sappia che,  nella mia vita,  ho subito ben più pesanti attacchi e attenzioni dalla mafia.

Gli aggressori odierni,  si mettano,  allora,   per favore in fila con la coppola rigorosamente in mano e rispettassero il ruolo di chi li precede.