Rivoluzione Civile. Perchè. Ci chiamano populisti, perché difendiamo i diritti.

Gennaio 5, 2013 in Appunti

 

Credo fortemente nella necessità di una rivoluzione civile che ponga il cittadino nella piena titolarità della sovranità dei diritti e nel rispetto dei doveri.

Sembra, così come detta, una espressione vuota, demagogica, populista.

Vi dico,  allora,  cosa per me significa crederci e volerla.

La Rivoluzione Civile è:

1. Rispetto dei diritti del cittadino e, in specie, dei lavoratori, con applicazione dei principi costituzionali  (artt. 39 e 46),  non ancora realizzati. Ossia il riconoscimento della rappresentanza sindacale e  la personalità giuridica dei sindacati,  nonchè la compartecipazione agli utili e alla gestione delle imprese  (principi applicati in Germania e, parzialmente, nel Belgio).

2. Difesa del lavoro, contro leggi inique,  come il licenziamento ingiusto e ingiustificato.  Considero un arretramento,  la modifica dell’art.18 dello Statuto dei Lavoratori,  che impone al giudice di dichiarare risolto il rapporto di lavoro,  nella stessa sentenza che riconosca non giustificato il licenziamento.  Un paradosso giuridico inserito nel nostro ordinamento.

3.  Difesa dell’iniziativa economica, con applicazione e rispetto dell’art.41 della Costituzione.

4.  Parlamento e altri organi elettivi puliti,  in applicazione e rispetto dell’art.54 della Costituzione  (“I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”).

5.  La ferma volontà di combattere l’omertà di stato,  senza riguardi e privilegi per nessuno, per l’accertamento della verità  sui ruoli  e condizioni della trattativa stato-mafia.  Noi cittadini non abbiamo delegato nessuno a trattare segretamente con i criminali.  La lotta al crimine,  necessita di determinazione e trasparenza.  La criminalità impoverisce lo Stato,  condiziona la concorrenza,  è una zavorra economica  che erode il Pil. Studi di ricerca stimano in 180 mila, i posti di lavoro, nel mezzogiorno,  che ogni anno costituiscono il dazio al crimine.

6.  Volontà di realizzare la riforma della giustizia.  Ormai siamo pieni di progetti,  elaborati da apposite commissioni di studio.  Manca la volontà politica.

7.  Riconoscere e apprezzare l’onestà,  la correttezza,  la lealtà, il rispetto della legge,  contro le cricche e i poteri sporchi e ingordi.

8. Dare allo Stato gli strumenti idonei per contrastare i poteri finanziari che limitano e avviliscono la sovranità nonchè contrasto alla criminalità finanziaria. 

9.  Lottare gli sperperi,  ben conosciuti ma protetti,  perchè strumenti di accaparramento predatorio.

Gli uomini di buona volontà possono fare la rivoluzione civile.  Non ci servono santoni,  ipocriti,  falsi modesti.  Servono i cittadini.