Archivio 2012 novembre

Renzi: perchè non risponde ad una domandina semplice?

novembre 30, 2012 in Appunti

 

 

 

 

Come è noto Renzi è stato chiamato in causa da Lusi,  a proposito  del denaro che l’ex tesoriere della Margherita  gli avrebbe dato.  Ha negato indignato, dando del bugiardo a Lusi, offendendosi.

Ha dichiarato Matteo Renzi : <<E’ bene che Lusi dica tutto quello che sa,  davvero tutto,  e faccia chiarezza.  Il fatto che abbia aspettato di essere arrestato per farlo è un pò triste.  Ma io ora spero che lui dica tutto quello che deve dire. Non ho avuto un centesimo di finanziamento pubblico>>.

E,  infatti,  Lusi ha detto.

Si è appreso,  quindi,    dalla stampa  che Renzi, dopo averla annunciata in una intervista televisiva alla Gruber,  ha rotto gli indugi e ha presentato una querela per diffamazione.

Senonchè,  offeso dalle accuse di Lusi,  Renzi  non  ha querelato il diffamatore Lusi,  ma asseriti diffamatori  “ignoti”.

Perbacco!  Diffamato da ignoti!  E poichè Lusi,  non è un ignoto, vuol dire che non è lui l’offensore di Renzi,  ma sono gli “ignoti”.

Questa operazioncina,   evoca il tentativo   di chi quereli e speri, così, di evitare  di prendersi un’accusa di calunnia,  potendo egli dire:  ”ma io ho querelato un ignoto,  non ho calunniato nessuno in specifico, accusandolo d’avermi offeso, sapendolo innocente”  (forse sottovalutando l’ipotesi della simulazione di reato, che si realizza nel costringere l’autorità giudiziaria a ricercare gli ignoti,  falsamente prospettando la commissione di una  diffamazione,  ad opera non di chi ha affermato le asserite offese,  ma di ignoti da ricercare). 

E’ così,  può dire d’aver sporto una indignata e furente querela,  ma in verità  non avendo fatto proprio niente a tutela della propria onorabilità macchiata dalle parole di Lusi.  Proprio Renzi che ostenta la propria avversione al finanziamento ai partiti,  ma poi beneficiario di somme avute,  peraltro,  da un partito fantasma, percettore di 80 milioni di euro a titolo di finanziamento,  pur dopo sciolto.

Ma esistono due fatture  (intestate a una società fiorentina) per  76.200 euro e Lusi dice che rappresentano proprio il denaro  dato a Renzi (che ne aveva chiesti 120.000),  tant’è che Lusi  ha querelato  Renzi,  allegando le due fatture,  per essere stato definito bugiardo da questi.  Matteo Renzi,  non ha risposto a Lusi,  ma  ha querelato  ignoti diffamatori per le cose dette da Lusi.

In conclusione,  ora Renzi ha una veste più che pubblica.

Ora parlasse chiaro,  senza giochini.  Ha il dovere della trasparenza.

Pubblicasse  la querela e facesse  capire chi sono gli “ignoti” che l’hanno diffamato  (avendo escluso Lusi).  Facesse capire chi ha ordito ai suoi danni,  chi ha tentato o tenta di condizionarne l’ascesa a palazzo Chigi. 

Non pensasse, Renzi, che questa è vicenda sua.  No,  lui l’ha resa pubblica con interviste a giornali e TV.  Ora,  non può distrarsi. Deve rispondere,  non ci faccia pensare che stia facendo il gioco delle tre carte. Faccia capire le argomentazioni utilizzate per il magistrato per spiegargli come è che,  offeso da Luigi Lusi,  abbia per le cose da questi dette,  querelato e chiesto la condanna di ignoti e non di Lusi. 

Italia dei Valori: momenti difficili e anni di battaglie politiche

novembre 27, 2012 in Appunti

 

L’IDV attraversa un momento difficile a causa di  motivi interni  (il tradimento di uomini che apparentemente condividevano i nostri ideali di giustizia e legalità,  che si sono rivelati diversi e bacati)  e per una scientifica demolizione da parte dei nostri avversari, attraverso il riciclaggio di accuse al nostro presidente Di Pietro,  nonostante i chiarimenti,   intervenuti da anni   e gli accertamenti delle autorità giudiziarie e contabili  (nonché le condanna per diffamazione degli accusatori).

Purtroppo non abbiamo mezzi di informazione e comunicazione,  sufficienti per contrastare una campagna.  Ci abbiamo provato e ci proviamo,  ma con scarsi risultati.  A ciò si è aggiunta la defezione di alcuni parlamentari timorosi di rischiare il seggio e che,  con l’alibi di una diversità di linea politica  – quella stessa che avevano contribuito ad elaborare, nel corso degli anni- hanno colto il momento di difficoltà,  per scappare.

Certamente scontiamo una imperfetta selezione della classe dirigente.
E’ accaduto,  infatti, che sul territorio,  sorgessero gelosie e polemiche,  a causa della crescita del Partito,  nel corso di pochi anni e,  quindi,  dell’amalgama imperfetta del vecchio e del nuovo. Peraltro non tutta la classe dirigente ha dimostrato d’essere tale.  Abbiamo commesso errori di valutazione degli uomini,  fidandoci e sottovalutando le debolezze.

Però,  è amaro constatare come le nostre battaglie politiche,  siano state trascurate e dimenticate.  Eppure,  ne abbiamo fatte in questi anni.  Vale ripensarci,  per un giusto giudizio politico. Il giudizio politico dei cittadini che vogliamo e rispettiamo,  perchè è regola democratica sottoporsi alle giuste critiche e alle salutari sollecitazioni,  nell’interesse della cosa pubblica.  

Ricordiamo, esemplificativamente, alcune battaglie di questa legislatura,  iniziata nel maggio del 2008,  con la nostra forza parlamentare,  ottenuta alle elezioni,  del  4%.

1.  Il contrasto al lodo Alfano  e l’impegno per la raccolta delle firme referendarie  nel segno dell’art.3 della Costituzione,  ossia dell’eguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge.  La Corte Costituzionale,  dava quindi ragione alla nostra posizione e dichiarava incostituzionale il lodo Alfano.

2. La battaglia per il no alla legge bavaglio,  ossia la riforma nefasta delle intercettazioni e della pubblicabilità degli atti.  Battaglia,  quindi,  per il diritto di conoscere e far conoscere,  convinti che la democrazia è conoscenza.   Battaglia vinta:  infatti,  il progetto del centrodestra è rimasto paralizzato in parlamento.

3. La battaglia per il no al nucleare e per l’acqua pubblica.  L’impegno di migliaia di militanti per la  raccolta delle firme per i referendum.  Poi la campagna referendaria e la vittoria,  sul cui carro,  son saliti in molti di quelli che prima ci avevano criticato.

4. La battaglia contro la legge Fornero e la difesa dei diritti dei lavoratori nonchè dello Statuto dei Lavoratori, della rappresentanza sindacale e dei contratti nazionali di lavoro.  Anche questa nel segno del diritto e dei diritti,  dalla parte del più debole. Ed ora la raccolta delle firme per i referendum.

5. La battaglia per la verità sulla trattativa stato-mafia,  in ricordo dei servitori dello Stato e di innocenti cittadini,  trucidati dal tritolo di cosa nostra. Per tanti italiani,  e per noi,  il riconoscimento del sacrificio supremo della vita,  comporta impegno incondizionato nella ricerca della verità che,  tutti,  sappiamo non esserci ancora.  Stanchi dei segreti di Stato e delle menzogne.

6.  La battaglia per la introduzione,  nel nostro paese,  di leggi adeguate per contrastare la corruzione,  per ripristinare le adeguate sanzioni per il falso in bilancio e prevedere il nuovo reato di autoriclaggio.  Battaglie,  all’inizio,  solitarie e,  ora,  condivise da tanti.

Se non ci fosse stata e non ci fosse l’Italia dei Valori,  molte di  queste battaglie non si sarebbero fatte e non si farebbero.  Molti risultati non sarebbero stati ottenuti.

Certo,  l’IDV ha dato fastidio,  e parecchio,  a poteri forti,  a centri di enorme interesse  (basti pensare al partito nuclearista).

Abbiamo dato fastidio non perchè abbiamo rubato  (figurarsi il richiamo all’etica dei nostri avversari che la parola etica   neanche sanno se esista e cosa significhi),  ma perchè siamo stati un fronte,  costruito su ideali e valori,  ed un ostacolo.

Tanti di quelli che vogliono la nostra fine con  tanta perversa goduria, sono i restauratori e i continuatori dell’Italia delle nefandezze,  i tifosi delle ruberie,  del malaffare,  dei malsani privilegi.

L’Italia dei Valori è ora condannata per le sue battaglie,  così improvvisamente dimenticate.

Ora stiamo combattendo ancora una battaglia difficile:  quella dei nostri valori,  dell’onestà,  della giustizia,  della coerenza,  dell’impegno continuo,  da innalzare come vessilli.

Ma abbiamo bisogno del ricordo degli italiani.  Noi non ci arrenderemo,  pur furiosamente aggrediti e  traditi.  Serve la fiducia  per il nostro lavoro,  per la costante dedizione agli interessi del paese.  Non ci faremo fermare dai mascalzoni che hanno rubato la fiducia nostra e dei cittadini.  Non ci faremo fermare dagli antichi nemici della pulizia morale e dell’etica pubblica e privata.

 

 

La fetecchia Italia, sì bella e perduta, senza di me, il super Mario

novembre 19, 2012 in Appunti

 

 

Il nuovo movimento politico lanciato da Montezemolo,  nel nome della continuità con Monti,  anzi della proposizione di un governo Monti bis,  ha trovato una immediata risposta del Professore.  Verrebbe da pensare che l’uscita del nuovo movimento,  dovesse essere,  consapevolmente e strategicamente,  accompagnata da un comportamento di Monti estremamente significativo.

Quel lungo discorrere sull’inopportunità di tirare Monti per la giacca, lasciandogli quindi un più forte ruolo super partes,  si è frantumato con il gesto concretissimo di Monti.

Ieri,  il Professore,  ha iniziato un tour nei paesi del golfo,  per promuovere il paese Italia,  come realtà ammiccante per gli enormi investimenti che i paesi del petrolio potrebbero fare.

Senonchè,  alla domanda se la vendita del paese Italia fosse affidabile,  il Professore ha detto di non potere garantire il futuro, ossia di non poter spendere parole da quì a quattro mesi,  quando lui dovesse uscire di scena.

Brutta promozione per l’Italia,  anzi l’esatto contrario della promozione.

Per l’Italia,  il certificato di garanzia che accompagna la “vendita”, ha una scadenza ravvicinatissima:  quattro mesi.

Potrebbe assicurarsi una garanzia più lunga,  solo se a guidare il Paese, ci fosse lui.  Questo ha detto il Professore,  agli investitori.  Ossia ha offerto l’esatto contrario della garanzia,  invitando gli investitori a non investire in Italia,  a meno che non sia lui a governare.

Che brutto messaggio,  che brutta promozione,  che pesante dissuasione per chi sarebbe interessato ad investire in Italia!

Si può andare in giro per il mondo a dire:  non fidatevi dell’Italia,  se non ci sarò io alla guida?

Questo è il peggiore biglietto da visita per il nostro sciaugurato Paese presentato da chi della credibilità internazionale ha fatto la sua forza e la sua più pregiata moneta. E’ inoltre  un comportamento fortemente antidemocratico con le elezioni dietro l’angolo.

Che senso ha fare una cosa del genere?  Perchè Monti,  sempre così misurato nelle parole,  ha giocato questa brutta carta?

La risposta e la giustificazione,  potrebbero essere una sola:  Io,  professor Monti,  sono sprecato  per l’Italia,  io conosco la realtà e parlo,  nella sostanza,  contro il mio paese,  perchè tanto rimarrò io a guidarlo e,  quindi, io solo  potrò garantire il futuro.  Il resto è monnezza.

A noi italiani,  il Professore ha detto:  senza di me  non siete niente,  siete una fetecchia.    

La “new” fattoria degli animali.

novembre 17, 2012 in Appunti

 

 

Il nostro paese soffre parecchio a causa della corruzione, dell’evasione,  del crimine,  del malaffare in genere.  Noi traduciamo in erosione del Pil,  il crimine;  cosa che negli altri paesi non accade.  Questo succede anche perchè siamo stimolati da una specifica realtà.

L’Italia,  paese colmo di straordinarie bellezze,  addolcito dalla mitezza del clima mediterraneo,  convive con una forte presenza criminale che,  in buona parte del territorio,  compete con lo Stato in termini di sovranità.  E’ amaro constatarlo,  ma in tante nostre contrade,  la delinquenza è padrona.  E’ altrettanto amaro constatare  (la Commissione parlamentare antimafia ha acquisito, negli ultimi anni,  copiosa documentazione e affinato penetranti analisi),  che interi settori dell’economia, dal sud al nord,  sono controllati e gestiti dal crimine.

Queste amare verità,  evidenziano una ulteriore connotazione:  la presenza criminale nell’economia,  è favorita da collusione, indulgenza,  cointeressenza della politica,  dell’amministrazione pubblica,  dell’imprenditoria.  La nostra economia soffre il crimine e si nutre di crimine.

Una spia si coglie,  ad esempio,  nella enorme difficoltà che incontra l’introduzione del reato di autoriciclaggio,  ossia l’investimento nella economia e nel ciclo produttivo,  del frutto del proprio illecito arricchimento.

Ho proposto l’introduzione di questo reato,  all’inizio della legislatura,  nel giugno del 2008.  Ho colto l’adesione di tutti i gruppi politici,  tutti,  nessuno escluso. Peraltro,  si tratterebbe di un intervento normativo,  abbastanza semplice.  Eppure,  ora sono 4 anni e mezzo,  non si riesce a fare la legge.  E’ evidente che,  a frenare,  sono interessi perniciosi,  senza comportamenti clamorosi anzi,  direi,  invisibili.  Rinvio dopo rinvio,  prima una ragione e poi un’altra,  e il tempo scorre.  Stesso comportamento del Governo:  d’accordo a parole e tergiversante nei fatti.

Anche l’attività di denuncia del crimine e l’appello ai valori dell’onestà, della legalità e della giustizia,  in verità son mal sopportati.

E’ sotto gli occhi di tutti,  il giubilo fremente che attraversa tantissimi,  nello scoprire che il partito politico,  per antonomasia portatore di tali ideali, l’IDV,  sia stato attaccato dalle metastasi delinquenziali.  Dovrebbe,  invero,  essere motivo di preoccupazione,  il fatto che,  anche in consorterie politiche che pongono al primo posto i diritti,  sia penetrato il tumore.  In Italia, invece di preoccuparsi del peggioramento di salute,  si brinda,  la politica è felice, golosamente ingorda di malanni.

C’è certamente una quota di tifoseria per antipatia,  ma è preponderante la rivincita del malaffare,  della disonestà, dell’illegalità,  dell’ingiustizia.

Hanno fatto  gol,  hanno segnato nella nostra porta a causa di difensori acciaccati o corrotti.  E festeggiano.  Nascono tifoserie gemellate.  I capitifoserie sono i farabutti benvestiti,  con i loro giornali,  le tv,  i media, le benedizioni laiche degli altissimi.  C’è godimendo lascivo.  Una nuova aria di libertà.  E’ il momento dei maiali,  escono orgogliosamente dai porcili, entrano nel salotto buono,  si siedono ai tavoli e ordinano:  più malaffare per tutti,  ostriche,  ghiande,  champagne e brodaglia. 

 

 

 

Responsabilità. Una scelta per l’Italia

novembre 16, 2012 in Appunti

 

I tempi della politica hanno subito una accelerazione improvvisa, tale da richiedere decisioni immediate.  Proviamo a mettere in fila gli avvenimenti.

1.  L’indicazione della data delle elezioni regionali  (Lazio, Lombardia, Molise), a febbraio e le elezioni politiche, orientativamente da svolgersi ad aprile, hanno posto il problema della election day,  per evitare che milioni di cittadini siano chiamati a votare a distanza ravvicinatissima e di scongiurare una campagna elettorale di mesi.

2. La legge elettorale stenta a prendere corpo. La soluzione più probabile, sarebbe quella di introdurre la soglia di sbarrammento tra il 40 e il 42%, per accedere al premio di maggioranza, che assicurerebbe il 55% dei seggi alla Camera. Insoluto ancora è il problema del Senato che,  essendo regolato da norme diverse,  potrebbe determinare una situazione di ingovernabilità, con maggioranze diverse nei due rami parlamentari.

3.  Le primarie del PD,  appaiono dall’esito non certo.  Le primarie del PDL,  allo stato sarebbero spalmate in un tempo lunghissimo (da dicembre a febbraio). Ovviamente, queste ultime, saranno condizionate dalla possibile election day.

4.  L’IDV non è per nulla indifferente al candidato che dovesse prevalere nelle primarie del PD. Da sempre,  riteniamo preferibile il prevalere di Bersani su Renzi. Peraltro,  appare improbabile che la coalizione di centrosinistra,  possa comprendere l’UDC, essendo notevoli le differenze, specie in riferimento all’auspicato  (dall’UDC)  governo Monti bis.  Proprio ieri, Bersani ha dichiarato di non scommettere neanche un centesimo sulla ipotesi del Monti bis,  mentre Casini ha sostenuto il contrario.

5. In questo quadro, caratterizzato da accelerazioni ed incertezze, l’IDV non può rimanere a guardare. Martedi deciderà sull’appoggio a Bersani, alle primarie. E’ però bastato l’annuncio della possibile formalizzazione della scelta, per determinare la messa in moto della macchina organizzativa territoriale,  per poter incisivamente aiutare Bersani nel confronto con Renzi.

6. Alcuni, ritengono tardiva la scelta. In verità, da alcuni mesi, l’IDV  ha inequivocabilmente detto di preferire Bersani. Ed allora,  se la scelta,  da mesi, è stata questa, non possiamo solo attendere ma dobbiamo favorire l’esito augurato. L’IDV ha una buona macchina organizzativa, capace di mobilitare migliaia e migliaia di militanti, in tempi brevissimi.  I tempi sono stretti ma siamo chiamati ad un atto di responsabilità.

7.  Ed allora,  salvo,  un ripensamento assolutamente improbabile,  io seguirò le indicazioni del mio partito e sarò ben lieto di andare a votare,  alle primarie, per Bersani.     

Le battaglie dell’Italia dei Valori, il sorriso e l’odio.

novembre 13, 2012 in Appunti

L’IDV attraversa un momento difficile, per motivi interni (il tradimento di uomini che apparentemente condividevano i nostri ideali di giustizia e legalità, che si sono rivelati diversi e bacati) e per una scientifica demolizione da parte dei nostri avversari, attraverso il riciclaggio di accuse al nostro presidente Di Pietro, nonostante i chiarimenti sui fatti intervenuti da anni e gli accertamenti delle autorità giudiziarie e contabili (nonché la condanna per diffamazione degli accusatori). Purtroppo non abbiamo mezzi di informazione e comunicazioni, sufficienti a contrastare una campagna. Ci abbiamo provato e ci proviamo, ma con scarsi risultati. A ciò si aggiunge la defezione di alcuni nostri parlamentari. In annunci casi paghiamo proprio il fatto che volevamo le dimissioni o sospensione di alcuni, per la pendenza di inchieste giudiziarie. La reazione è stata quella dell’abbandono del partito con argomentazioni fasulle. In altri casi, le defezioni sono il risultato di negate pretese di candidature, previa rottura della coalizione di centrosinistra. Abbiamo detto no, per essere leali con alleati e i pretendenti presuntuosi, se ne sono andati.
Certamente scontiamo una imperfetta selezione della classe dirigente.
Però, è amaro constatare come le nostre battaglie, sano state dimenticate. Eppure, ne abbiamo fatte in questi anni.
Vale ripensarci e ricordarle. Per un giusto giudizio politico.

 

Negli ultimi quattro anni,  partendo dalle elezioni del 2008,  l’Italia dei Valori, ha fatto importanti battaglie che,  molti,  sembrano aver dimenticato. Noi, con il nostro 4%, ottenuto alle elezioni.

Ricordiamo le più importanti:

1.  Il contrasto al lodo Alfano con l’invito riassunto nello slogan  “Giorgio non firmare”.  Quindi la raccolta delle firme,  nel segno dell’art.3 della Costituzione.  La Corte Costituzionale,  dava quindi ragione alla nostra posizione e dichiarava incostituzionale il lodo Alfano.

2. La battaglia per il no alla legge bavaglio,  ossia la riforma nefasta delle intercettazioni e della pubblicabilità degli atti.  Battaglia vinta:  il progetto del centrodestra è paralizzato in parlamento.

3. La battaglia per il no al nucleare e per l’acqua pubblica.  La raccolta delle firme per i referendum.  La campagna referendaria e la vittoria.

4. La battaglia contro la legge Fornero e la difesa dei diritti dei lavoratori nonchè dello Statuto dei Lavoratori, della rappresentanza sindacale e dei contratti nazionali di lavoro.  Ed ora la raccolta delle firme per i referendum.

5. La battaglia per la verità sulla trattativa stato-mafia,  in ricordo dei servitori dello Stato e di innocenti cittadini,  trucidati dal tritolo di cosa nostra.

Ci accusano di populismo.  E dimenticano che queste battaglie,  dopo il nostro martellante impegno,  poi,  a vittoria ottenuta,  se le sono intestate in parecchi.

Se non ci fosse stata e non ci fosse,  la  “populistica”  IDV,  molti dei risultati,  per il popolo italiano,  non sarebbero stati ottenuti,  perchè i non “populisti”,  quelle e queste battaglie,  non le avrebbero fatte.

Certo,  l’IDV ha dato fastidio,  e parecchio,  a poteri forti,  a centri di enorme interesse  (basti pensare al partito nuclearista),  alle eminenze torbide della repubblica.

Abbiamo dato fastidio non perchè abbiamo rubato  (figurarsi il richiamo all’etica dei nostri avversari che,  questa parola,  neanche sanno se esista e cosa significhi),  ma perchè siamo stati un fronte,  costruito su ideali e valori,  ed un ostacolo.

Stanno provando a farci fuori,  anche aiutati da mascalzoni e accaparratori,  corrotti dal sistema.  L’IDV,  deve,  nei sogni perversi dei nostri avversari,  essere cancellata e,  poi,  non parla bene neanche l’italiano.

Siamo abituati a fare battaglie.  Combatteremo anche questa.  Testardi,  come siamo,  noi batteremo il loro odio e la loro cattiveria.  

 

 

#opensenato lavori #commissione giustizia settimana corrente

novembre 12, 2012 in Appunti

 

 

SINTETICO

2a COMMISSIONE (giustizia)

CONVOCAZIONI

(per l’elenco completo degli argomenti, nel cui ambito l’indicazione e la successione
 possono cambiare  nel corso della settimana, si veda l’ordine del giorno)

Settimana dal 12 al 16 novembre 2012

 

Mart.

13

14,30

Plenaria

 

sede deliberante (*)Seguito discussione ddl 71-355-399-1119-1283-B (disciplina del condominio) – relatori Mugnai e Galperti

Discussione ddl 3511 (genocidio) – relatore Serra

sede referente

Seguito esame Doc. XXII, n. 21 (fenomeni di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore del gioco) relatori Allegrini e Maritati

Seguito esame ddl 957 e cong. (affido condiviso) – relatrice Gallone

Seguito esame 3323 e cong. (tribunale della famiglia) – relatori Alberti Casellati e Li Gotti

Seguito esame ddl 3039 e cong. (magistratura onoraria) – relatori Delogu e Galperti

Esame ddl 3186 (magistratura onoraria) –  relatori Delogu e Galperti

Seguito esame ddl  1219 (lavoro dei detenuti a favore di onlus) – relatori Allegrini e Serra

Seguito esame ddl 3125 (equa riparazione per eccessiva durata del processo) – relatori Berselli e Della Monica

Seguito esame ddl 2527 e cong. (ripartizione Fondo unico giustizia) – relatori Centaro e Maritati

Seguito esame cong. ddl 962 e 3016 (tutela penale del patrimonio culturale e paesaggistico) – relatori Allegrini e Casson

Esame ddl 2420-A (esercizio abusivo della professione) – relatore Balboni

Esame ddl 256 e cong. (rinviati dall’Assemblea in Commissione, nella seduta pomeridiana del 26 settembre 2012) (introduzione del reato di tortura) – relatori Balboni e Casson

Legislazione comunitaria

Esame A.C. (Com (2012) 363 definitivo) (lotta contro la frode) – relatori Allegrini e Maritati

sede consultiva

Esame ddl 3533 (decreto-legge n. 179-crescita – parere alla 10a Commissione) – relatore Serra

Esame ddl 3538 (Adesione Italia Convenzione Nazioni Unite su immunità giurisdizionali degli Stati e dei loro beni – parere alla 3a Commissione) – relatori Delogu e Maritati

Esame ddl 3519 (delega fiscale – parere alla 6a  Commissione) – relatore Balboni

Esame congiunto ddl 3007 e 700 (ricollocazione disoccupati – parere alla 11a Commissione) – relatore Chiurazzi

21

ufficio di presidenza

(Aula 4a Commissione)

audizioni su ddl 601-711-1171-1198-B (disciplina della professione forense): UCP, CNF, OUA, AIGA, UNCC, ANF, CNPAF e MGA 

Merc.

14

9,45

sottocommissione per i pareri

 

10

Plenaria

 

Seguito esame ddl 601-711-1171-1198-B (disciplina della professione forense) – relatori Chiurazzi e Valentinoe

seguito argomenti non conclusi

14,30

comm.ni 1a e 2a riunite

(Aula 4a Commissione)

sede referente Seguito esame ddl 2347 e cong. (ineleggibilità ed incompatibilità dei magistrati. Magistrati cessati da cariche politiche) – relatori Sarro (1a) e Casson (2a)

15,30

Plenaria

 

Seguito esame ddl 601-711-1171-1198-B (disciplina della professione forense) – relatori Chiurazzi e Valentinoe

seguito argomenti non conclusi

 

 

TERMINE EMENDAMENTI
ddl 71-355-399-1119-1283-B (disciplina del condominio) lunedì 12 novembre, ore 12

 

(*) E’ richiesta la presenza del numero legale

 

 

 

Allarme: sono arrivati gli extraterrestri. Guardate bene però: gli alieni sono proprio quelli che lanciano allarme.

novembre 10, 2012 in Appunti

 

 

E’ sotto gli occhi di tutti che i conflitti intorno ad una nuova legge elettorale, non siano espressione di attenzione,  più o meno sensibile,  per il diritto dei cittadini.

Eppure,  essendo i cittadini i soggetti direttamente interessati a come potranno scegliere i partiti,  le coalizioni,  gli uomini,  per affidare il governo del paese, dovrebbe ruotare intorno al loro diritto,   il dibattito sulla legge.

Invece,  i cittadini-elettori,  non esistono proprio.

Il confronto ha ad oggetto l’interesse dei partiti e sul come assicurarsi più potere.

Sicchè,  il partito che sa di essere perdente  (PDL),  vorrebbe una legge elettorale,  per assicurarsi,  da perdente,  un potere di condizionamento sul vincente.

Il partito  (PD)  che crede di poter essere vincente,  studia la possibilità di eliminare quanti più antagonisti e,  addirittura,  limitare il ruolo dell’opposizione.

Poi c’è  (UDC)  il partito che sa di non poter competere con i numeri,  e  studia come ritagliarsi la possibilità,  d’essere condizionante e offrirsi al vincitore.

Tutte e tre queste posizioni,  hanno un punto di convergenza:  limitare al massimo la concorrenza del nuovo soggetto politico  (M5S)  e far fuori quel partito  (IDV)  che ha un carattere spigoloso e non accomodante.

Ma i cittadini?  Assenti,  nelle strategie di conquista o condizionamento del potere.

Poi,  c’è una ulteriore importante protagonista:  il Quirinale che vorrebbe una legge per non far vincere nessuno e determinare le condizioni della grossa coalizione,  ossia del Monti bis.

Bruttissimo spettacolo con uno “spettro”:   che i cittadini si riappriopino del loro diritto,  punendo tutti.

L’art.1 della nostra Costituzione,  recita:

<<La sovranità appartiene al popolo,  che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione>>.

Non si accorgono i partiti che stanno troppo tirando la corda e che i cittadini vogliono riprendersi la sovranità riconosciuta dalla Costituzione?

La criminalizzazione dei soggetti politici tumultuosamente emergenti o di quelli,  da sempre,  critici con il sistema politico fradicio,  perde colpi,  così come il tentativo di considerare i soggetti esterni a quello fradicio,  come dei marziani casualmente capitati sulla terra,  ossia l’invasore extraterrestre.

Riprendiamoci la sovranità.  Ci appartiene .  I marziani sono diventati proprio i partiti che conoscono solo la parola  “potere”  e ignorano la parola   “diritti”. 

I nostri eroi, benedetti dal Colle, partono per il fronte.

novembre 9, 2012 in Appunti

 

Ora,  improvvisamente,  tutti manifestano costernazione,  paventando il rischio che il gruppo IDV,  alla camera,  possa non raggiungere i 20 iscritti.

Ora, improvvisamente, tutti parlano dell’IDV.

Quando l’IDV,  fa le sue battaglie e,  spesso,  le vince,  tutti sono distratti. Ora no.

Si chiama sindrome del crocerossino,  cui è assegnato il compito di amorevoli cure del malato,  per approfittare del momento per staccare l’ossigeno.

Il fatto è che l’IDV,  conosce i suoi acciacchi e sa come curarli.  Ecco la cartella clinica  recente.

Donadi e Formisano,  fuorusciti di giornata, tentano di inventarsi un solco profondo ideologico tra loro e il partito. Hanno dimenticato che,  sino a ieri, hanno contribuito ad elaborare e,  poi,  a prospettare e votare,  i documenti politici dell’IDV.  Da quello dell’ultimo Esecutivo di Vasto  (all’unanimità) a quello dello scorso 31 ottobre dell’Ufficio di Presidenza  (all’unanimità) che, richiamava le precedenti decisioni politiche.

Anche oggi,  Donadi e Formisano,  vendono la stessa merce della tesi dei  programmi ondivaghi dell’IDV e delle loro vertigini,  così complesse,  da essere costretti a scendere dal treno.  Insomma,  i due pensatori,  soffrono il mal di treno.

I due,  sofferenti,  hanno già individuato il farmaco: genuflessione e benedizione del Colle .

I due hanno già detto che andranno a ringraziare il nostro sommo inquilino, per ciò che ha fatto per l’Italia e per l’italiano Nicola Mancino.

Insomma un atto di patriottismo,  contro quella magistratura nemica dell’Italia che vuole fare un processo,  in cui la parte offesa Governo Italiano si è costituita parte civile.

La politica “internazionale”,  è veramente complessa:  prima si prova a salvare il soldato Mancino,  preso in ostaggio dai magistrati,  nemici dell’Italia e,  poi, si affiancano i nemici dell’Italia,  nell’operazione bellica del processo che vede, dall’altra parte,  il soldato Mancino.

Ora, salgono sul Colle,  le  due esperte “teste di cuoio” ,  Donadi e Formisano: dopo il rito della genuflessione e della benedizione,  si metteranno al lavoro.  Sono le truppe fresche per continuare la resistenza ai nemici dell’Italia.

Signori: sugli attenti.  Onore alle eroiche teste di cuoio,  in partenza per la riconquista di due poltrone.      

Fuorisciti da IDV. Le forche caudine, la dignità, il dovere morale.

novembre 8, 2012 in Appunti

 

COME VOLEVASI DIMOSTRARE.

I due fuorusciti da IDV, Donadi e Formisano, si inventano una diversità di linea politica e, come primo atto, annunciano di salire al Colle per manifestare stima e apprezzamento a Napolitano. A questo è ridotta la nobile politica. Il segno dei tempi del degrado. La ricerca della verità è merce di scambio per una poltrona.

 

 L’altro giorno,  un dirigente di spicco del PD,  mio collega al Senato,  mi ha fatto questo discorso:

<<Bisogna ricucire tra IDV e PD.  Per ricucire è necessario che Antonio  (Di Pietro)  chieda ufficialmente scusa a Napolitano>>.

Ho risposto,  cercando di ricostruire l’affaire Mancino e il tentativo di far avocare le indagini a Palermo,  con il rifiuto del Procuratore Nazionale antimafia,  non essendoci i presupposti per una simile iniziativa,  richiamando la certezza documentata di quanto accaduto.

A questo mio tentativo,   accompagnato dal fatto che,  dopo le nostre critiche,  non avevamo più ripetuto la nostra posizione,  mi è stato opposto:

<< Lo so che sui fatti avete ragione,  ma bisogna ugualmente chiedere scusa a Napolitano. E’ un fatto politico.  Senza un gesto formale di scuse,  è difficile se non impossibile,  ricucire.  Dimenticate i fatti>>.

Ieri,  Massimo Donadi,   per essere piu realista del re  (dal dizionario: “Didendere gli interessi altrui con più intransigenza e fervore dei diretti interessati”),  ha così testualmente dichiarato,  in una intervista:

<<Sul Capo dello Stato,  la  posizione di Di Pietro e Grillo,  è una barzelletta.  Ridicola.  Punto>>.

No.  Proprio no.

Non abbiamo raccontato barzellette ridicole;  abbiamo espresso un giudizio critico su una vicenda che ha,  sullo sfondo,  la morte di Paolo Borsellino e dei ragazzi in divisa.  Trucidati. Vogliamo la verità  (quantomeno speriamo)  sulla trattativa stato-mafia.  Vogliamo sapere chi ha tradito e chi ha detto menzogne.  Lo vogliamo per difendere e onorare il ricordo e la memoria di chi ha perso la vita per lo Stato,  cioè per noi.  Ebbene,  la ricerca della verità,  passava anche per il confronto Mancino-Martelli.  Ma Mancino era infastidito dal possibile confronto e chiese un aiuto al Quirinale,  perchè,  come ha detto,  “non voleva rimanere con il cerino in mano”.  Alla richiesta di aiuto si pensò di rispondere con il tentativo di togliere l’inchiesta a Palermo.

E’ una barzelletta ridicola,  questa?

Ci sono cose che appartengono alla dignità di ognuno di noi.  Questa non è una posizione politica,  ma è rispetto per se e per gli altri.  E’ un dovere morale.

Ci si chiede di rinunziare alla dignità e al nostro individuale dovere morale?

Dobbiamo farne,  materia di scambio?

Dobbiamo  “passare sotto le forche caudine”   (“subire una grave umiliazione o una prova mortificante”)?

No.  Non ci passiamo.