Il caso Sallusti passerà da una brutta legge? Probabile.

21 ottobre 2012 in Appunti

 

Mettiamo qualche punto fermo.

L’art.21 della Costituzione,  detta il principio:

<<Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione>>.

Soccorre l’art.595 del codice penale  (“Diffamazione”),  ossia,  per la  giurisprudenza:

<< La libertà di pensiero,  garantita dall’art.21 Costituzione,  ha i suoi limiti naturali che sono costituiti dal rispetto altrui. Per quanto riguarda il rispetto del diritto altrui la facoltà di manifestazione del pensiero trova un preciso limite nel diritto di ogni cittadino all’integrità dell’onore,  del decoro e della reputazione.  La libertà di pensiero trova un limite nella legge penale,  essendo la diffamazione un atto illecito e non una manifestazione della libertà del pensiero >>.

Il giornalista Sallusti ha diffamato  ma,  è così convintamente convinto che il suo sia un diritto che,  non ha neanche mai chiesto scusa alle persone offese.

Secondo l’art.13 della legge n.47 del 1948:

<< Nel caso di diffamazione commessa col mezzo della stampa,  consistente nell’attribuzione di un fatto determinato,  si applica la pena della reclusione da uno a sei anni e quella della multa non inferiore a € 258 >>. 

Sallusti è stato condannato definitivamente ad un anno e 4 mesi di reclusione.

Il caso,  ha fatto riaffiorare una antica questione:  se sia adeguata la pena della reclusione per il reato di diffamazione.

L’IDV -ed io personalmente- ritiene che si tratti di pene sproporzionate,  essendo più accettabile spostare la difesa del cittadino diffamato, al  piano riparatorio, con le adeguate rettifiche, e risarcitorio.  Limitando la sanzione per il delitto di diffamazione,  alla multa.

Trovare il punto di giusto equilibrio tra diritti violati e mezzi di tutela,  sanzionatori e risarcitori,  non è facile.

L’Europa tendenzialmente esclude la giustezza della pena detentiva.

Ora,  nelle commissioni parlamentari,  si lavora per trovare una soluzione.

Purtroppo,  il lavoro parlamentare  (con il confronto tra le diverse soluzioni proposte) è condizionato dal caso Sallusti. Sicchè il prossimo martedì,  accada quel che accada, si andrà in aula, al Senato,  con un testo da votare. 

Non penso che sarà il migliore.  Ma  così vogliono le alte cariche.