Anticorruzione: la falsa legge bocciata dal Csm e venduta per prodotto di italico genio, invidiato dal mondo.

ottobre 19, 2012 in Appunti

 

 

Per una corretta informazione,  intendo spiegare le ragioni che hanno determinato il voto contrario dell’IDV al disegno di legge anticorruzione che anche il Csm critica aspramente.  Lo farò in due momenti (oggi e domani).  Voi potrete giudicare.

1. Concussione.   Attualmente  (prima della riforma)  il reato può essere commesso dal pubblico ufficiale o dall’incaricato di un pubblico servizio, con abuso della propria qualità o dei poteri, costringendo o inducendo una persona a dare o a promettere denaro o altra utilità.  La pena è della reclusione da 4 a 12 anni.  La massima prescrizione del reato è di 15 anni (ossia  la pena massima più un 1/4 , cioè 3 anni).

Con la riforma,  la concussione si spezza in due.

a)  Rimane la concussione con costrizione che può essere commessa solo dal pubblico ufficiale e non più anche dall’incaricato di un pubblico servizio.

b) Viene introdotto il reato di “Induzione indebita”  (al posto della concussione con induzione).  Il reato può essere commesso da un pubblico ufficiale o anche da un incaricato di un pubblico servizio.  La pena massima è di 8 anni (anzichè 12).  La prescrizione massima è di 10 anni  (ossia la pena massima più 1/4, cioè 2 anni).   La vittima della induzione è colpevole e la pena prevista è sino a 3 anni di carcere.

Per comprendere bene,  il pasticcio,  serve richiamare il significato che la giurisprudenza, dà della costrizione e della induzione.

Costrizione:  è la minaccia esplicita o implicita di danno ingiusto,  idonea a turbare la libertà psichica del soggetto passivo, che potrà evitarsi solo dietro un indebito compenso in denaro o altra utilità.

Induzione: è qualsiasi condotta capace di creare nel privato uno stato di soggezione psicologica che lo porti ad agire nel senso voluto dall’agente,  ossia idonea ad esercitare una pressione psicologica sulla vittima, in forza della quale quest’ultima si convinca della necessità di dare o promettere denaro od altra utilità per evitare conseguenze dannose.

Ora,  con la riforma voluta,  nel primo caso il reato lo può commettere solo il pubblico ufficiale,  la pena è sino a 12 anni,  il privato è vittima,  la prescrizione è di 15 anni.

Nel secondo caso,  il reato lo possono commettere il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio,  la pena è sino a  8 anni,  la vittima subisce la condanna sino a 3 anni,  la prescrizione è di 10 anni.

All’evidenza,  nessuna vittima di concussione per induzione,  ammetterà mai di  essere stata indotta a pagare,  perchè subirebbe la condanna sino a 3 anni di carcere.

Ebbene.

Viene rafforzata o diminuita la difesa dalle condotte del pubblico ufficiale o dell’incaricato di un pubblico servizio?  Se si diminuisce la pena e il  tempo della prescrizione e,  per contraltare,  si punisce la vittima con il carcere, le norme  sono più dure o si crea un ibrido?  Invogliano l’investitore straniero  -che non solo sarà indotto a pagare ma si prenderebbe anche una condanna- ad investire nel nostro paese?  Rispondete voi.

Sino ad ora,  la vittima del reato è sempre stata trattata da vittima.  Ora,  non più.

La riforma Severino crea la vittima,  colpevole d’essere vittima e,  quindi,  punita in quanto vittima dell’induzione,  ossia della coartazione (nella giurisprudenza, <<quando il privato sia determinato a tenere un comportamento,  che liberamente non avrebbe assunto,  dal timore di subire un danno ove non si pieghi alla richiesta del pubblico ufficiale o dell’incaricato di un pubblico servizio>>).

Ieri il presidente Monti,  ha detto che su questo provvedimento,  lui ci ha messo la faccia e che gli investitori stranieri,  ora saranno più  invogliati a venire in Italia.  Insomma lui e il ministro Severino sono orgogliosi del capolavoro.  Anche voi,  vi sentite orgogliosi?

Oggi,  vi ho detto della concussione.  Domani vi dirò del traffico di influenze illecite e della corruzione privata  (i due nuovi reati introdotti).