Quando non è tempo di aspirina ma di chirurgia. Schiacciare la testa del serpente.

ottobre 16, 2012 in Appunti

 

Noi vogliamo vivere sani e dobbiamo schiacciare la testa del serpente.

E non siamo tutti uguali.  Sono i corrotti e gli amici dei corrotti che vorrebbero tutto uguale e indistinto. No,  per nulla.  Ci sono gli onesti,  i leali,  le persone perbene. Sono tantissimi.  Non diamogliela vinta ai corrotti e ai disonesti. Loro,  con noi,  non c’entrano.  Hanno sbagliato strada. Da noi,  non si passa.  Non si deve passare.

 

<<L’aere e la terra e tutte lor misure venire a corruzione, e durar poco>>.

Ci rammenta Dante Alighieri.

La corruzione è  l’equivalente del disfacimento,  della degenerazione,  della decomposizione.

E’ come un organismo attaccato dalle metastasi tumorali che,  all’apparenza,  sembrano espressione di nuova vita,  di segmenti aggiuntivi,  di proliferazione.  Poi, invece,  è noto che quell’apparenza divora la vita,  la decompone e muore con essa.

La metastasi è l’inizio della fine di un sistema organico.

La corruzione attacca  il sistema,  lo azzanna,  ne succhia il sangue,  essendo un parassita dell’organismo.  Appare,  all’inizio,  vivace, quasi un qualcosa che si aggiunge. E’,  invece,  mortale,  perchè alla fine distrugge ciò di cui si alimenta, senza riuscire ad essere  una nuova linfa del sistema,  non potendolo sostituire ma corrodendolo.

Ecco perchè la corruzione è un nemico della società e dei sistemi organici, rappresentandone la malattia che,  se non aggredita chirurgicamente,  ha una evoluzione mortale.

Ancora più pesante è la corruzione morale,  presupposto generalmente della corruzione materiale.

Il corrotto morale è un apparente sano che,  con ingordigia,  agogna alla corruzione materiale.

La corruzione è una delle peggiori malattie dell’uomo.  Malattia insidiosissima e,  all’inizio, silente.  Quando si manifesta,  ha già prodotto il danno.  Bisogna,  allora, evitare che il danno diventi mortale.  Serve aggredirlo e distruggerlo,  prima che il danno diventi esso distruzione.

Anche l’Italia dei Valori,  operando in un sistema di malattie, ha subito qualche infezione.

Pareva che bastassero gli anticorpi del patrimonio genetico della onestà,  della lealtà,  della legalità,  della giustizia.

Noi dell’IDV,  ci siamo trovati insieme,  perche convinti di avere lo stesso comune patrimonio genetico che,  senza dover creare diversità,  è sicuramente un indice di sensibilità avversa alla disonestà,  alla slealtà,  alla illegalità,  all’ingiustizia.

Scopriamo che tra di noi,  c’è il virus della malattia e che gli anticorpi,  in alcune realtà,  hanno ceduto.

Dobbiamo ricostruire il muro,  riparare le falle, espellere la malattia.  Senza indugio,  indulgenza, pietismo per i nemici.  Perchè i corrotti sono nostri nemici. Sono la malattia da curare chirurgicamente,  sono metastasi che aggrediscono pericolosamente.  Non c’è tempo per scrutare il decorso della malattia.  Mano al bisturi.