Archivio 2012 luglio

Geografia Giudiziaria: parere approvato dalla Commissione Giustizia del Senato. Testo integrale.

luglio 31, 2012 in Appunti

 

SCHEMA DI PARERE DELLA 2a COMMISSIONE PERMANENTE

(GIUSTIZIA(Estensore:  Mugnai)

 

                                                                                                                    Roma, 31 luglio 2012

 Schema di decreto legislativo recante nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero (n. 49)

   La Commissione esaminato il provvedimento in titolo, per quanto di propria competenza,

esprimendo apprezzamento per la finalità di assicurare una più razionale riorganizzazione delle risorse umane e materiali al fine di realizzare risparmi di spesa e incremento di efficienza, nel rispetto dei criteri e principi direttivi di cui all’articolo 1, comma 2 della legge delega;

criticando la originaria scelta governativa di non procedere contestualmente, da un lato, alla modifica della distribuzione sul territorio degli altri uffici giudiziari di primo grado e, dall’altro, alla revisione dell’assetto territoriale degli uffici del giudice di pace;

ritenendo che nell’esercizio del potere delegato il Governo non si sia strettamente attenuto, nella individuazione degli uffici da mantenere o da sopprimere, a tutti i criteri di delega disattendendo di fatto alcuni dei principi indicati nelle lettere b) ed e) dell’articolo1, comma 2 della legge delega, in particolare riconoscendo ai criteri  che impongono, da un lato, di tenere conto delle “specificità territoriali del bacino di utenza anche con riguardo alla situazione infrastrutturale” e del “tasso di impatto della criminalità organizzata” e dall’altro di assumere come prioritaria linea di intervento nell’attuazione di quanto previsto dalle lettere a), b), c) e d) il riequilibrio delle attuali competenze territoriali, demografiche, e funzionali tra uffici limitrofi della stessa area provinciale caratterizzati dal rilevante differente di dimensione, un ruolo residuale e succedaneo rispetto a quelli oggettivi dell’estensione del territorio, del numero degli abitanti, dei carichi di lavoro e dell’indice delle sopravvenienze;

ritenendo che una corretta ed equilibrata applicazione dei suddetti principi unitamente al perseguimento di indispensabili fini di efficienza, tali da garantire un’adeguata e funzionale presenza di uffici giudiziari sul territorio impone un diverso processo di revisione rispetto a quello previsto per quanto concerne  la soppressione dei cosiddetti tribunali minori ridimensionando la portata ablativa del provvedimento in esame e prevedendosi, altresì, che nelle sedi dei tribunali sopprimendi sia comunque mantenuta  una sede distaccata del tribunale accorpante;

ritenendo non conforme ai criteri di delega la decisione governativa di procedere alla totale soppressione di tutte le sezioni distaccate, constatando al riguardo come si assista ad una paradossale situazione per la quale da un lato si procede alla soppressione delle sezioni distaccate e alla drastica riduzione dei tribunali minori, in ragione del fatto che il ruolo del giudice di prossimità dovrebbe essere garantito dai giudici di pace, e dall’altro però si dà seguito ad una netta riduzione anche del numero degli uffici di giudici di pace dislocati sul territorio;

ritenendo che appare non in linea con il criterio dell’efficienza la soppressione delle sezioni distaccate che abbiano un bacino d’utenza superiore ai 100.000 abitanti e un carico di lavoro con una media, nel periodo 2006-2010, di oltre 4.000 sopravvenienze, anche in considerazione della negativa incidenza che la loro soppressione determinerebbe a carico dell’attività del tribunale accorpante non solo per problemi di edilizia giudiziaria come segnalati da diversi Consigli giudiziari;

ritenendo che per quanto concerne le sezioni distaccate di Ischia, Lipari e Porto Ferraio è necessario che non siano soppresse in considerazione dell’ impossibilità per i cittadini in alcuni giorni di raggiungere la terraferma, assicurandosi l’attività giudiziaria attraverso l’applicazione di magistrati;

ritenendo che per quanto concerne le sezioni distaccate ubicate in aree montane sia indispensabile il loro mantenimento avuto specifico riguardo a sezioni caratterizzate da un’altimetria media particolarmente elevata, significativi disagi infrastrutturali e difficoltà di collegamento conseguenti anche a fattori climatici specialmente nel periodo invernale;

ritenendo che per quanto concerne le sezioni distaccate di Imola e di Chioggia è necessario che non siano soppresse avuto riguardo in relazione alla prima delle due del carico antropico pari a 133.144 residenti, alla media delle sopravvenienze di poco inferiore ai 4.000 affari annui, alla necessità di ridurre il carico di lavoro particolarmente gravoso del tribunale di Bologna in applicazione del criterio di cui alla lettera e); mentre per quanto concerne la seconda delle due, previo accorpamento della sezione distaccata di Dolo, avente numeri maggiori ma popolazione residente nel capoluogo significativamente inferiore, così raggiungendosi una popolazione di 182.686 residenti e un carico di sopravvenienze di 3.885, in considerazione dell’elevato tasso di criminalità come segnalato dal consiglio giudiziario e la elevata concentrazione di attività economiche specializzate di comparto;

ritenendo che  ai fini della soppressione non si sia tenuto in adeguato conto né del rapporto tra i costi attuali relativi a ciascun ufficio di primo grado e quelli eventualmente necessari per modificare o ricollocare le sedi di destinazione, né della effettiva disponibilità ed idoneità delle strutture immobiliari delle sedi accorpanti, né delle gravi diseconomie derivanti dalla mancata utilizzazione conseguente alla soppressione e all’accorpamento di strutture già realizzate e che resterebbero prive di specifico utilizzo;

ritenendo che sia necessario prevedere, nella stesura definitiva del decreto  legislativo l’inclusione degli uffici del giudice di pace, nei nuovi circondari di tribunale, come risultanti dalla revisione, a modifica del provvisorio accorpamento sugli attuali capoluoghi circondariali descritto nello schema di decreto, per le evidenti ragioni di coordinamento ordinamentale e funzionale;

ritenendo che sia necessario provvedere alla correzione di errori materiali che inficiano il testo del provvedimento governativo causando incertezza e confusione applicative;

ritenendo che in ordine alla destinazione dei magistrati e del personale amministrativo degli uffici soppressi o accorpati e dei magistrati titolari di funzioni dirigenziali, condividendo il parere espresso dal Consiglio Superiore della Magistratura, sia necessario limitare la facoltà di essere destinati in soprannumero ad un posto di consigliere della propria corte d’appello o a un posto di giudice di tribunale o di sostituto di una procura del proprio distretto per evitare disfunzioni e possibile concentrazione di magistrati in un unico ufficio giudiziario;

ritenendo che appare opportuno espungere dal testo definitivo del decreto legislativo il comma 3 dell’articolo 10 e il riferimento al distretto della corte d’appello de L’Aquila contenuto nella tabella A allegata al decreto, in considerazione che la legge delega ha previsto il differimento di tre anni del termine per l’esercizio della delega e non soltanto il differimento dell’efficacia;

ritenendo che, a parte l’immediata entrata in vigore, sia necessario prevedere un termine assai più breve rispetto a quello previsto e non oltre la fine del corrente anno per l’efficacia di tutte le norme stabilite previa ridefinizione degli organici coerente con l’attuale revisione di tribunali e sezioni distaccate;

esprime parere favorevole subordinato all’accoglimento delle seguenti condizioni:

con riguardo ai tribunali siano apportate al decreto le seguenti modifiche

1.Siano mantenuti in ragione del tasso di impatto della criminalità organizzata i seguenti tribunali:

a)     Caltagirone;

b)     Sciacca;

c)     Lamezia Terme;

d)     Rossano;

e)     Castrovillari;

f)      Paola;

 

  1. Siano mantenuti in ragione del tasso di impatto della criminalità organizzata, nonché della specificità territoriale del bacino di utenza, anche con riguardo alla situazione infrastrutturale, operando gli accorpamenti e le correzioni di seguito descritte, i seguenti tribunali:

a)     Lucera (vanno accorpate al tribunale di Lucera le sezioni distaccate di Manfredonia e San Severo, nonché i comuni di Vieste e Ossara di Puglia, per una popolazione di 328.240. Il tribunale di Foggia rimane con popolazione di 356.210). (La necessità di mantenimento di tale tribunale è segnalata da più parti per la presenza di criminalità organizzata e avendo competenza su tutto il territorio del Gargano evita costi eccessivi per i cittadini se fossero costretti ad avere come punto di riferimento giudiziario solo Foggia);

b)     Cassino (accorpa la sezione distaccata di Gaeta per una popolazione di 372.224). Le infiltrazioni della criminalità organizzata sono specificamente segnalate dal procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’appello di Roma nel suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziari 2012. Mantenere la sezione distaccata di Gaeta nel territorio di Latina comporta costi eccessivi per i cittadini, tenuto conto che quasi tutti i comuni distano da Latina oltre 100 km;

c)     Vigevano (vanno accorpati i comuni dell’ex mandamento della procura di Abbiategrasso: Bareggio, Bernate Ticino, Boffalora Ticino, Corbetta, Magenta, Marcallo Con Casone, Mesera, Ossona, Santo Stefano Ticino, Sedriano e Vittuone, per una popolazione di 105.543, per cui il circondario di Vigevano avrà una popolazione di 362.010. Il tribunale di Pavia, cui è accorpato il tribunale di Voghera, ha una popolazione di 419.052). Si deve tener conto della infiltrazione della criminalità calabrese come testimoniata anche da recenti processi, senza considerare l’impossibilità di Pavia di ricevere entrambi i tribunali e il conseguente aumento dei costi.

 

  1. Siano mantenuti, in considerazione della specificità territoriale del bacino di utenza e dell’incidenza eccessiva sui costi dell’amministrazione della giustizia che sarebbero indotti dalla loro soppressione, i seguenti tribunali:

a)     Bassano del Grappa (accorpa la sezione distaccata di Cittadella per una popolazione di 372.224, riducendo nel contempo la popolazione del circondario di Padova che è di oltre 900.000 abitanti. Si deve tener conto altresì che Bassano del Grappa è dotato di un nuovo tribunale che è costato oltre 12 milioni di euro). D’altronde il sindaco di Bassano ha confermato al ministro della giustizia l’offerta gratuita di un’area per la costruzione di un nuovo carcere a completamento della cittadella giudiziaria.

b)     Pinerolo, che accorpa le sezioni distaccate di Moncalieri e Susa, per una popolazione di 570.652, come suggerito dal Consiglio giudiziario.

c)     Chiavari (ampliare la competenza territoriale fino a Genova. Trattasi di una sede con un tribunale nuovo che è costato 14 milioni di euro, affiancato all’istituto carcerario, con conseguente annullamento dei costi per le traduzioni dei detenuti).

d)     Crema (accorpa la sezione distaccata di Treviglio, raggiungendo così la popolazione di 380.794. L’accorpamento proposto di Crema con Cremona dà luogo a un circondario con popolazione complessiva di 355.088. La previsione della legge delega della lettera e) ossia di “prioritaria linea di intervento…in riequilibrio delle attuali competenze territoriali…tra uffici limitrofi della stessa area provinciale” non esclude la possibilità di tener conto di soluzioni migliori con la creazione di tribunali omogenei nonché dei benefici derivanti dalla sottrazione al circondario di Bergamo che vanta 1.087.401 abitanti, di 230.788.

e)     Sanremo, che ingloba la sezione distaccata di Ventimiglia. Trattasi di tribunale di confine con un istituto carcerario che registra la presenza di oltre 330 detenuti, di cui 182 stranieri.

f)      Urbino in quanto, pur trattandosi di capoluogo di provincia (Pesaro-Urbino) e quindi dovendo essere escluso dalla soppressione in base al tenore letterale dell’articolo 2 lett. a) della legge delega è stato accorpato al Tribunale di Pesaro. Confortano tale previsione il fatto che l’andamento orografico della provincia e la disposizione delle principali vie di comunicazione che si collocano ad ovest ed est rendono  complessa se non problematica la circolazione sia a nord che a sud sia nelle zone appenniniche. Si segnala inoltre l’opportunità di accorpare la sezione distaccata di Fano con 111.719 residenti e collocata in zona pedemontana ad Urbino anziché a Pesaro anche per garantire una migliore funzionalità delle strutture edilizie esistenti.

g)     Sala Consilina prevedendosi che sia mantenuto nel distretto di corte d’appello di Salerno con eventuale accorpamento di alcuni comuni finitimi facenti parte attualmente della sezione distaccata di Eboli così riducendone in parte l’elevatissimo carico di lavoro. Si segnala fin da ora l’assoluta inopportunità per ragioni di natura logistica di un eventuale accorpamento del tribunale di Sala Consilina sia a Vallo della Lucania sia a Salerno.

h)     Lagonegro accorpando al relativo circondario i territori dei comuni di Corleto Perticara, Grumeto Nova, Marsico Nuovo, Marsico Vetere, Montemurro, Tramutola e Viggiano per un totale di ulteriori 23,063 residenti, ritenuto che la scelta di detto tribunale è giustificata dalla distanza da Potenza, dalla popolazione residente e dalle sopravvenienze, nonché dal territorio vasto e orograficamente disagevole.

 

 

  1. In subordine a quanto previsto dalla lettera g) della condizione precedente (sub 3), sia istituito, in considerazione della particolarità della provincia per la quale sono previsti due capoluoghi, il tribunale di Pesaro-Urbino, con sede in entrambi i capoluoghi e con unica pianta organica dei magistrati e del personale amministrativo. Con le tabelle giudiziarie sarà prevista l’attività che si svolgerà ad Urbino e quella che si svolgerà a Pesaro.
  2. Si pone in Piemonte il caso della provincia di Cuneo( che si estende per 6.903 kmq su una superficie più ampia dell’intera regione Liguria che misura 5.402 kmq e nella quale sono stati mantenuti quattro tribunali) e nella quale si trova anche il tribunale di Mondovì che fra quelli aventi sede in comuni non capoluogo della Corte d’appello di Torino è quello con la maggiore estensione territoriale con 1.667 kmq. Trattasi, tra l’altro, di provincia caratterizzata da un tessuto produttivo di rilievo internazionale e nazionale con oltre 80.000 grandi, piccole e medie imprese e non appare condivisibile il decreto governativo che in modo del tutto contraddittorio ed illogico prevede la soppressione di tutti e tre i tribunali subprovinciali (Alba, Mondovì e Saluzzo), mantenendosi solo quello di Cuneo. Si ritiene quindi necessario il mantenimento di almeno un tribunale subprovinciale attraverso l’attribuzione ad un attuale circondario di un’ulteriore area limitrofa ed omogenea che porti ad una estensione territoriale complessiva del nuovo circondario congrua rispetto al parametro di riferimento individuato dal legislatore delegato in 2.169 kmq

 

  1. Siano apportate anche, in considerazione delle previsioni che precedono le seguenti correzioni che non incidono sul numero dei tribunali da sopprimere ma attengono solo a modifiche del territorio di competenza:

a)     La sezione distaccata di Casale Monferrato sia scorporata dal circondario del tribunale di Alessandria, riducendone la popolazione al minor valore ottimale di 378.357 abitanti per essere accorpata al tribunale di Vercelli, rafforzando così il suddetto tribunale e tenendo conto di segnalazioni dei Consigli dell’ordine e dei minori costi per i cittadini;

b)     che la sezione distaccata di Chivasso sia mantenuta nel circondario del tribunale di Torino in ragione della distanza chilometrica minima e della presenza di migliori collegamenti infrastrutturali con il predetto capoluogo ed altresì tenuto conto del fatto  che le sezioni distaccate di Moncalieri e Susa sono state accorpate al tribunale di Pinerolo. Di conseguenza la popolazione residente nel circondario del tribunale di Ivrea si attesterà su un valore ottimale di 359.317 abitanti;

c)     per quanto concerne il tribunale di Lodi, sia disposto l’accorpamento dei comuni di San Donato Milanese, Peschiera Borromeo e Pantigliati (per una popolazione complessiva di 404.390), in luogo della sezione di Cassano d’Adda, i cui comuni sono collegati a Milano con autostrada, treno e metropolitana, mentre non vi sono collegamenti, se non con mezzi propri, con Lodi. Si verifichi altresì, la possibilità di accorpare qualche comune della sezione di Cassano d’Adda per accorpamento al tribunale di Crema o di Cremona.

d)     Che nel distretto di Corte di appello di Perugia, a correzione dell’errore materiale rilevabile dalla consultazione delle schede tecniche allegte al decreto, vengano inseriti nel circondario di Spoleto i comuni della Sezione distaccata di Todi, (erratamente inclusi nel circondario di Terni), secondo una corretta applicazione del prioritario criterio di cui alla lettera e) della legge delega.

e)     La sezione distaccata di Palmanova deve essere mantenuta nel circondario del Tribunale di Udine e non accorpata al Tribunale di Gorizia per evidenti ragioni di natura logistica e funzionale.

 

  1. sia valutata l’opportunità di mantenere il tribunale di Nicosia, con accorpamento ad esso del tribunale di Mistretta. Trattasi di tribunale, che insiste in area montana servita solo da pessime infrastrutture viarie con servizi pubblici di trasporto minimi e ad orari ridotti. L’accorpamento col tribunale di Mistretta permetterebbe, come risulta dalla relazione del Presidente e del Procuratore generale della Corte d’appello di Caltanissetta, di mantenere l’efficienza del servizio giustizia nei territori delle Madonie e dei Nebrodi, storicamente interessati da rilevanti presenze di pericolosi clan affiliati a “Cosa Nostra”.
  2. Prevedere che presso il tribunale di Napoli Nord sia assicurata l’istituzione dell’ufficio della procura della Repubblica, con le conseguenti modifiche dell’ufficio del giudice delle indagini preliminari.
    1. Prevedere che nelle sedi dei tribunali che dovessero essere soppressi siano istituite sezioni distaccate.

10. Sopprimere dal testo definitivo del decreto legislativo il comma 3 dell’articolo 10 e il riferimento al distretto della corte d’appello de L’Aquila contenuta nella tabella A allegata al decreto.

 

con riguardo alle sezioni distaccate

 

  1. siano mantenute le seguenti sezioni:

 

ID Sede Magistrati assegnati Popolazione residente 2011 Media sopravvenuti2006-2010 Personale amministrativo Sedi accorpate Nuovo bacino Nuove sopravvenienze
1 ALBANO LAZIALE 2,0 141.871 3.665 26 Anzio 237.561 6.287
2 ALBENGA 5,0 116.996 4.074 24 Può essere accorpata a Imperia  
3 ALTAMURA 2,0 114.661 2.710 19 Acqua viva delle fonti, Bitonto e Modugno 386.768 8.626
4 AVERSA 6,0 269.912 8.945 32      
5 AVOLA 3,0 102.655 2.417 19 Augusta e Lentini 219.827 5.147
6 CASARANO 3,0 119.057 2.965 16 Maglie e Nardò 298.492 6.910
7 CASERTA 5,0 120.502 8.511 38      
8 CASORIA 4,0 132.252 4.013 18 Afragola e Frattamaggiore 378.796 17.549
9 CESENA 7,0 205.942 5.964 22      
10 DESIO 7,0 399.434 8.242 32      
11 EBOLI 6,0 201.729 11.140 35      
12 EMPOLI 2,0 157.090 4.838 25      
13 FRANCAVILLA FONTANA 3,0 100.972 2.169 17 Ostuni e Fasano 206.229 4.480
14 GALLARATE 4,0 216.413 5.476 22 parere positivo all’accorpamento  
15 LEGNAGO 3,0 157.360 3.293 16 Soave 276.538 5.392
16 LEGNANO 2,0 215.839 4.640 19 Sezione di Busto Arsizio  
17 MARANO DI NAPOLI 8,0 301.822 6.222 20      
18 MARCIANISE 4,0 159.789 5.197 22      
19 MARTINA FRANCA 2,0 48.483 1.610 12 Grottaglie e Ginosa (?) 194.575 4.803
20 GIARRE   80.863 2.141   Acireale 210.445 5.269
21 MONCALIERI 3,0 236.173 4.867 24 Sezione distaccata di Pinerolo  
22 OLBIA 3,0 78.606 3.671 12 La Maddalena 94.670 4.080
23 OSTIA 3,0 228.252 4.264 29      
24 PONTEDERA 4,0 203.291 5.610 30      
25 POZZUOLI 6,0 169.669 7.255 18      
26 RHO 4,0 302.834 5.804 22 Sezione di Milano  
27 MONOPOLI 3,0  63.075 1.502 15 Putignano e Rutigliano 312.823 6.516
28 SAN DONA’ DI PIAVE 3,0 126.146 3.076 19 Portogruaro 222.054 5.123
29 SCHIO 4,0 243.393 4.092 23      
30 TREVIGLIO 3,0 230.788 4.240 13 Sezione distaccata di Crema  
31 VIAREGGIO 5,0 165.362 5.009 38      
32 CECINA   76.235   23 Piombino 132.137 4.029
33 PATERNO’   77.769 1.716   Adrano, Bronte e Belpasso 206.001 4.523
34 CARBONIA   76.061 1.453   Iglesias e Salluri 276.564 4.779
35 ISCHIA 9,0 61.490 2.783 18      
36 PORTOFERRAIO 3,0 31.543 1.115 9      
37 LIPARI 1,0 14.343 609 10      
38 IMOLA   145.996 3.706 10      
39 CHIOGGIA   70.536 1.353 26 Dolo 182.686 3.885
                   

 

  1. per quanto concerne le sezioni distaccate ubicate in aree montane è indispensabile il loro mantenimento avuto specifico riguardo a sezioni caratterizzate da un’altimetria media particolarmente elevata, significativi disagi infrastrutturali e difficoltà di collegamento conseguenti anche a fattori climatici specialmente nel periodo invernale;
  2. per quanto concerne la sezione distaccata di Corleone, pur difettando i requisiti prospettati, dato l’alto valore simbolico di quel territorio, si sottopone al Ministro la valutazione circa l’opportunità del mantenimento della stessa

 

  1. sia prevista, nella stesura definitiva del decreto  legislativo, l’inclusione degli uffici del giudice di pace, nei nuovi circondari di tribunale, come risultanti dalla revisione, a modifica del provvisorio accorpamento sugli attuali capoluoghi circondariali descritto nello schema di decreto, per le evidenti ragioni di coordinamento ordinamentale e funzionale;

 

  1. sia limitata la facoltà di essere destinati in soprannumero ad un posto di consigliere della propria corte d’appello o a un posto di giudice di tribunale o di sostituto di una procura del proprio distretto per evitare disfunzioni e possibile concentrazione di magistrati in un unico ufficio giudiziario;

 

 

  1. sia prevista che tutte le norme stabilite assumano efficacia non oltre la fine del corrente anno, previa ridefinizione degli organici dei Tribunali, delle Procure e degli Uffici di Sorveglianza, coerente con l’attuale revisione di tribunali e sezioni distaccate.

Il “dagli all’untore” e i “parossistici”. Quando la politica è schietta e coerente.

luglio 31, 2012 in Appunti

 

Ieri,  con una nota sottoscritta con il Presidente DiPietro,  si è denunciato il grave problema della decretazione d’urgenza,  autorizzata  dal Presidente della Repubblica.

Subito sono insorti Veltroni  (“Stavolta Di Pietro si supera nelle offese”),  Casini,  Finocchiaro, ecc.  Tutti a gridare  “irresponsabile!” .  Un attacco frontale e sguaiato.  In questo blog potrete leggere la nota che ieri è stata diffusa,  oltre che sul blog di Antonio Di Pietro  (vi si può accedere da qui).

Oggi è intervenuto in aula il se.Francesco Ferrante del PD.  A seguire lo stenografico del suo intervento:

<<Signor Presidente, vorrei cogliere l’occasione di questo intervento per lasciare agli altri una riflessione che in questo caso condivido con il presidente D’Alì sul modo in cui, da troppo tempo, siamo abituati a legiferare in Parlamento. L’abuso della decretazione d’urgenza, che non riguarda il provvedimento in esame ma molti altri, è una storia che va avanti da lungo tempo ed è quella che forse ha segnato l’intera Seconda Repubblica e che meriterebbe pertanto una riflessione maggiore.

Mi rendo conto che oggi si è travolti da altre proteste demagogiche contro la casta, ma invece dovremmo riflettere profondamente su una sorta – mi lasci dire, anche se il termine un po’ forte – di esproprio della possibilità di legislazione del Parlamento proprio per l’eccesso di decretazione di urgenza imposto nel nostro modo di fare politica.

In queste ultime settimane tale eccesso è arrivato al parossismo, ed è questo il punto che condivido con il presidente D’Alì. Di fatto, abbiamo rinunciato al bicameralismo per cui un provvedimento, una volta esaminato da un ramo del Parlamento, non può essere corretto dall’altro. In più l’urgenza e le modalità di esame dei provvedimenti, anche nel solo ramo del Parlamento deputato a modificarli, non possono non lasciare del tutto insoddisfatti>>.

Secondo voi il sen.Ferrante verrà espulso dal PD o la Presidente Finocchiaro lo epellerà dal gruppo? Non è, infatti,  poca cosa accusare di parossismo e di abuso, essendo costituzionalmente noti i parossistici e gli abusanti.

Non accadrà nulla. Le reazioni di ieri sono solo una divagazione vocale.  Un gargarismo.

Costituzione: predicare bene e razzolare male

luglio 31, 2012 in Appunti

http://www.felicebelisario.it/2012/07/30/monti-ennesimo-decreto-e-31esima-fiducia-la-democrazia-parlamentare-e-sospesa/

Castituzione vivente o tramortita?

luglio 30, 2012 in Appunti

 Dal blog di Antonio Di Pietro

C’era una volta la democrazia parlamentare,  luogo di confronto e di elaborazione dei disegni di legge.
La nostra Costituzione,  all’art.70,  rammentava che  “la funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere”.
Poi c’era il Governo,  anch’esso abilitato a presentare disegni di legge,  con una fondamentale differenza:  per farlo doveva avere, ogni volta, l’autorizzazione del Presidente della Repubblica, come si legge all’art.87 della Costituzione.

Abbiamo usato il verbo al passato,  non a caso.  La nostra Costituzione c’è,  è viva,  è bella.  Ma per molti è diventata una pastoia,  un ostacolo.  Come fare per sbarazzarsene?
Hanno trovato l’articolo adatto,  il 77:  “in casi straordinari di necessità e di urgenza,  il Governo adotta,  sotto la sua responsabilità,  provvedimenti provvisori con forza di legge”.

Ma ci sarebbe un ostacolo:  è il Presidente della Repubblica che è chiamato a vigilare sulla straordinarietà della necessità ed urgenza.
Bella cosa così.

Sennonché ormai accade, con frequenza bisettimanale, che il Governo ricorra al decreto e il Presidente della Repubblica verifichi, bisettimanalmente, che vi siano i requisiti di straordinaria necessità e urgenza.  Con la conseguenza che,  essendo previsto il termine di sessanta giorni per la conversione dei decreti da parte delle due Camere,  il Governo puntualmente pone la fiducia e così strozza il dibattito parlamentare. Sotto la scure della minaccia-fiducia, infatti, il Parlamento vota quella che in verità è una sfiducia con ricatto.

Bella la democrazia parlamentare, vero?  I costituzionalisti partigiani,  la chiamano Costituzione vivente.

Secondo noi è la nostra Costituzione tramortita dalla prepotenza di chi avrebbe tanta voglia di assolutismo, ossia di comprimere la potestà delle Camere.
Era la voglia conclamata di Berlusconi.  Pensavamo d’aver raggiunto l’apice.
Ci siamo sbagliati:  sottovalutavamo Monti-Napolitano.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                              Antonio Di Pietro
                                                                                                                                                                                                                                                                                                              Luigi Li Gotti 

 

Ma basta! Anche oggi calpestata la Costituzione. Quando vi ravvederete? Quando

luglio 29, 2012 in Appunti

 

 

Pasquale ha parcheggiato l’autovettuta,  bloccando l’uscita del passo carraio.  Sono arrivati i vigili urbani, chiamati d’urgenza, e hanno rimosso l’autovettura. Pasquale ha chiesto ad un’amico importante di intercedere per far cancellare la multa. L’amico,  gli ha risposto che queste cose non si fanno. Secondo voi,  ha ragione Pasquale o l’amico?

Giovanni,  ha chiesto ad un amico che conta,  di avere la traccia della prova di esame per un concorso.  L’amico gli ha risposto che queste cose non si fanno.  Chi ha ragione,  secondo voi, Giovanni o l’amico?

Carlo,  ha chiesto ad una banca di fargli fare un’operazione in contanti,  molto pesante, ma omettendo la segnalazione di legge.  Ha chiesto ad un amico importante di intercedere.  L’amico ha risposto che queste cose non si fanno.  Chi ha ragione,  secondo voi?

Nicola,  doveva essere messo a confronto con un testimone,  in un processo.  Ha chiesto ad un amico importante di aiutarlo ad evitare il fastidioso confronto.  L’amico importante,  gli ha risposto che avrebbe visto cosa e come fare.  Ha fatto bene,  l’amico di Nicola,  secondo voi?

Oggi,  nel nostro paese,  alle prime tre domande,  gli uomini di legge,  quelli espressione dell’autorità dello Stato,  i cittadini che rispettano le regole ed i codici, risponderebbero che i cittadini devono rispettare la legge cui sono sottoposti. Direbbero la medesima cosa, anche alla quarta domanda.  Senonchè,  Nicola è Nicola Mancino.   Allora,  si può fare.

Anzi coloro che si permettono di protestare,   che invocano il principio costituzionale della legge uguale per tutti  (<<Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali>>,  art.3 della Costituzione),  che non si accontentano di un’alzata di spalle, sono violentemente aggrediti e definiti irresponsabili,  sovversisi,  banditi,  forcaioli,  indecenti.

Il coro di coloro che dicono tutto il male possibile, scagliati contro chi rammenta l’art.3 della Costituzione,  è fatto da grande stampa,  politici,  alti uomini delle istituzioni.  E si allarga sempre più.

Ma che succede alla nostra Italia?  Ma veramente abbiamo torto noi cittadini? Perchè ci offendono in questo modo? Sono questi i valori che si trasmettono ai giovani? Credono veramente a ciò che dicono? Sono tutti capaci di fare le medesime cose,  senza scrupolo alcuno?  Cosa è tutta questa arroganza? Da dove attingono la spregiudicatezza di condannare chi gli chiede? Perchè hanno donato all’Italia,  la grigia foto della nomenklatura di Stato? Da domani riprenderanno a celebrare il rito dei loro generosi e saggi insegnamenti?  Si sentono affrancati dall’etica della coerenza? Pensano veramente di poter narcotizzare un popolo?

Perchè non chiedono scusa?  

 

La forza della conoscenza: la dura analisi di Saverio Lodato su affaire Quirinale.

luglio 29, 2012 in Appunti

http://www.antimafiaduemila.com/saverio-lodato/si-dica-apertamente-i-morti-non-ritornano-i-familiari-si-rassegnino.html

Basta la parola! “Insinuazione”. Ma è quella sbagliata.

luglio 29, 2012 in Appunti

 

 

Si è fatto molto ricorso,  in questi giorni,  a proposito della vicenda Mancino-Quirinale,  ad una specifica parola,  per puntare l’indice accusatorio verso gli autori colpevoli d’aver fatto uso di una condotta,  racchiusa,  per l’appunto,   nella parola  <<Insinuazione>>.

Non pensavamo di dover consultare il vocabolario della lingua italiana ma, considerato l’altissimo ruolo di chi ha recuperato,  dalla nostra lingua,  il vocabolo suddetto,  abbiamo voluto cercare sul Treccani.  Abbiamo,  così,  trovati la definizione e significato della parola  ‘insinuazione’.  Essi sono: 

<<Accusa maligna o calunniosa mossa indirettamente;  parole subdole e apparentemente prive di malanimo,  con cui si cerca di insinuare un sostetto; sospetto o accusa avanzati malignamente con parole allusive e velate>>.

Ebbene.

Cosa c’entra l’insinuazione con il giudizio avente ad oggetto il contenuto chiaro,  lineare, esplicito,  reiterato,  delle telefonate,  legittimamente intercettate,  di Nicola Mancino al Quirinale?

Il chiamante Mancino voleva,  espressamente,  un aiuto per evitare che l’autorità giudiziaria lo mettesse a confronto con Claudio Martelli,  sul segmento molto importante,  relativo alla conoscenza della  “trattativa”  del Ros con Vito Ciancimino,  nel periodo intercorrente tra la strage di Capaci e quella di via D’Amelio.

Martelli,  sostiene di essersi lamentato,  proprio con Mancino,  per l’iniziativa “spregiudicata” del Ros.  Mancino nega,  non solo le lamentele di Martelli ma, anche,  d’aver saputo alcunchè della “trattativa”.

Noi abbiamo giudicato del tutto impropria ed inopportuna,  la richiesta di Mancino,  di “aiuto” al Quirinale ed,  altrettanto improprio ed inopportuno, l’ascolto reiteratamente concesso a Mancino,  spintosi sino al punto di verificare il ventaglio dei possibili interventi da farsi per soddisfare la pretesa di aiuto.

Queste cose,  le abbiamo lette su tutti i giornali,  con virgolettato e nessuno ha smentito la loro corrispondenza al vero.

Perchè,  allora,  siamo accusati di insinuare?

C’è una spiegazione:   definire ‘insinuazioni’,  i fatti,  consente di non parlare dei fatti ma di coloro che,  disdicevolmente,  “insinuano”.   Si realizza,  così,  una perfetta traslazione e con la magica parola  “insinuazione”,  sparisce il fatto e si materializza  “l’insinuatore”.

A questa operazione da “illusionisti”,  partecipano in molti,  richiamati dall’input delle alte autorità.  Quasi nessuno,  (con l’eccezione del Fatto),  si è sottratto alla “chiamata alle armi”, tanto per far capire,  cosa sia la cosidetta  “stampa libera”  in Italia.

Dobbiamo saperle queste cose e dedicarvi un attimo di riflessione,  nel nome della nostra libertà,  anche di pensiero,  e del voler essere cittadini e non sudditi

Superuomini e umanità consapevole. La storia degli uomini con gli incidenti dei superuomini.

luglio 28, 2012 in Appunti

 

 

Ci sono uomini che sono convinti,  per effetto di esagerata autostima,  di essere l’incarnazione del bene assoluto,  di vedere più lontano degli altri,  di capire esattamente il concetto di bene comune anche quando tutto viene messo in discussione,  di avere una bussola certa durante le tempeste.

Questi uomini sono arciconvinti di non commettere mai errori,  ritenendosi giudici degli errori altrui e,  invasi,  dal convincimento della missione sovraumana,  sentenziano,  condannano quasi sempre e raramente assolvono.

Questi uomini non hanno una visione laica delle umane cose,  bensì religiosa.

Ma a  differenza delle religioni più profonde che,  consapevoli del limite umano,  contemplano il pentimento,  come momento essenziale di autocritica e impegno nello sforzo di non ricadere nello stesso errore,  la religione dei superuomini non prevede il  pentimento e non avverte la necessità del momento dell’umile chinare il capo.

I superuomini sono inflessibili,  non assolvono dal peccato ma condannano, spesso con cattiveria,  essendo loro ignota,  anche,  la generosità.

I superuomini pretendono riconoscenza come atto dovuto e,  giammai,  critico.

Anche la parola “critica”,  è inaccettabile per i superuomini,  perche la critica comporta la messa in discussione,  la riflessione,  il raziocinio:  tutte cose  estranee alla loro divinità.

I superuomini pretendono adulazione e riconoscenza,  non come una eventuale aggiunta di gratitudine,  bensì quali naturali ed insopprimibili caratteristiche dell’essere superiori.

Noi,  invece,  siamo uomini con il nostro corredo di difetti ed i nostri sforzi di limitare gli errori,  convinti di doverci sempre confrontare con i nostri simili,  giudichiamo e siamo giudicati, apprendiamo ed elaboriamo,  ci diamo leggi, sperando di non infrangerle,  conosciamo i limiti tentando di innalzare l’asticella degli stessi.

Noi uomini,  subiamo l’urticante presunzione dei superuomini,  la loro smodata ed esibità aureola di superiorità assoluta.  Ma abbiamo la consapevolezza di tutto ciò ed,  essenzialmente, sappiamo che i superuomini non esistono,  sono degli accidenti dell’umanità,  destinati al grottesco.

Ecco,  proprio i segnali del grottesco,  ci fanno capire quando i cosiddetti superuomini,  hanno iniziato la parabola discentente,  verso un traguardo senza riconoscenza.

Ci rendiamo,  così,   conto che l’umanità è andata avanti,  costruendo storia,  pur dovendo,  a volte,  convivere  con gli incidenti dei superuomini.

Dolore vero e non impastato di cinismo, per commemorare Loris D’Ambrosio.

luglio 27, 2012 in Appunti

 

La morte di Loris D’Ambrosio,  consigliere giuridico del Capo dello Stato,  addolora.  Lo conoscevo da oltre trent’anni,  era un qualificato e sottile giurista,  impegnato in un ruolo di grande delicatezza ed importanza.  E’ oggettiva la constatazione che tali ruoli,  perpetuati per tanti anni,  sono il frutto di qualità certe.

Dispiace che,  nel momento del dolore,  da più parti,  si sia costruita sulla scomparsa dell’uomo e del giurista,  una tesi  assolutoria e la giustificazione per una vicenda imbarazzante ed inopportuna.

Non si rispetta la dolorosa morte con gli opportunismi,  sfruttati mediaticamente al massimo,  così volendo spostare cinicamente l’attenzione dai fatti al sentimento del cordoglio e,  utilizzando il cordoglio, per assumere una sorta di supremazia morale,  puntando l’indice contro chi  si è permesso di censurare i fatti,  denunziandone la gravità.

I fatti rimangono e,  purtroppo,  non sono cancellabili.  Sgradevole è la cinica operazione.

Non si scomodi la nostra Costituzione,  per  trovare una improbabile giustificazione solenne al tentativo di esaudire la pretesa,  irrispettosa delle istituzioni,  di essere aiutati perchè si evitasse un confronto in un’aula di giustizia,  ritenuto e vissuto come scomodo.

Loris D’Ambrosio,  era rimasto impigliato in questa vicenda,  propabilmente da Lui vissuta con grande imbarazzo.

Riflettesero coloro che hanno accettato che i fatti si verificassero e che,  oggi,  si servono del cordoglio,  pensando con rapace prontezza a  insostenibili tesi giustificazioniste.

Abbassassero,  quindi,   l’indice accusatorio e si facessero un esame di coscienza.  Così sarà vero ed autentico cordoglio.

Dai tagli ai doni. Per le frequenze TV, non vale regola “acchiappatutto”.

luglio 27, 2012 in Appunti

di Tiziana Silvestri Dipartimento Lavoro IDV. Contributo per Dipartimento Giustizia.

Avevamo avuto chiare rassicurazioni dal Ministro dello Sviluppo Economico Passera sul superamento del fantasioso “beauty contest” per l’assegnazione delle frequenze televisive. Sembrava non ci fossero ostacoli alla gara a titolo oneroso per l’aggiudicazione di beni-le frequenze televisive- che sono patrimonio pubblico e che fino ad oggi invece di essere valorizzati al meglio, ossia in un mercato concorrenziale, sono stati sviliti e sacrificati all’altare del conflitto di interessi più macroscopico che conosciamo.
Avevamo sperato che questo Governo, di forte ispirazione europeista, tenesse in considerazione finalmente le determinazioni emerse dalla Conferenza di Ginevra in cui si da’ ordine all’Italia di rivedere la distribuzione delle frequenze per migliorare le connessioni veloci: la c.d. Banda Larga..sconosciuta in quasi tutta l’Italia centrale e meridionale.
Ecco invece la decisione del Ministro Passera ,che ha spiazzato anche l’Agicom ,di rinnovare le autorizzazioni per altri 10 anni più una tacita proroga per altri 10.
Insomma l’impianto attuale della distribuzione delle frequenze televisive rimane congelato fino al 2022, con buona pace delle interferenze e dei conflitti che lo caratterizzano.
L’Italia dei Valori ha portato avanti una forte e convinta battaglia di trasparenza sulle nomine del cda Rai , prima di tutto proponendo la modifica della legge Gasparri, madre del desolante scenario di lottizzazione e spartizione a danno dello sviluppo della prima azienda produttrice di cultura, informazione ed innovazione di questo Paese.
L’Italia dei Valori ha da sempre chiesto che il panorama di distribuzione delle frequenze televisive fosse riveduto e corretto, superando una volta per tutte il privilegio concesso alle stesse aziende che ora le conserveranno- gratis- per altri vent’anni.
Nell’Italia dei privilegi e del del finto liberismo a pagar dazio sono sempre le realtà più deboli: in questo caso le emittenti locali che saranno penalizzate dal passaggio al digitale terrestre e che da sempre sono voci autonome nel panorama radio-televisivo.
Così come gli investitori stranieri si terranno ben lontani da un Paese che non e’ riuscito, nemmeno con super-tecnici in un Super-governo a sanare le sue storture più evidenti.
L’Italia dei Valori e’ ancora in prima linea per affermare i principi di sviluppo, legalità e solidarietà su cui fonda la proposta di rinnovamento politico.