L’ipocrisia di regime ha rotto le scatole a noi sudditi

Giugno 23, 2012 in Appunti

 

L’ipocrisia di regime offende,  con noncuranza,  il buonsenso e l’intelligenza.

Questa offensiva di opinionisti e politici,  contro Di Pietro e l’IDV,  è un’ingiuria,  prima di tutto, ai cittadini.
Insomma,  è un reato di lesa maestà,  criticare una iniziativa del Capo dello Stato,  per evitare il compimento di un atto in dibattimento,  richiesto dai Pm:  ossia  il confronto tra gli ex ministri Mancino e Martelli,  su un punto di contrasto tra i due.

Il confronto è,  appunto,  un mezzo previsto dal codice,  per verificare,  attraverso il faccia a faccia,  la possibilità di superamento di versioni discordanti.  Le modalità del confronto,  sono proprio strutturate a questo fine:  le due persone,  dinanzi al giudice,  si parlano direttamente. Il giudice ha solo il compito di regolare le modalità e di impedire che si esca dal “seminato”.

Dice l’art.211  (codice procedura penale):

 <<Il confronto è ammesso esclusivamente fra persone gà esaminate o interrogate, quando vi è disaccordo fra esse su fatti e circostanze importanti>>.

L’art.212,  specifica altresì:

<<Il giudice,  richiamate le precedenti dichiarazioni ai soggetti tra i quali deve svolgersi il confronto,  chiede loro se le confermano o le modificano,  invitandoli,  ove occorra,  alle reciproche contestazioni>>.

L’ex ministro Nicola Mancino,  non gradiva essere messo a confronto con Martelli,  così come aveva chiesto il PM al Tribunale.  Da quì la sua insistente richiesta al Quirinale di intervenire, ovviamente,  con lavoro diciamo “di corridoio”,  perché si evitasse.
Il Quirinale si è attivato,  nel cercare la strada più praticabile,  per arrivare al risultato richiesto da Mancino.
La strada prescelta è stata quella di scrivere una formale lettera al Procuratore Generale della Cassazione,  segnalando la preoccupazione di un difetto di coordinamento nelle indagini tra diversi uffici  (all’evidenza,  la motivazione della lettera,  non c’entrava niente con la specifica richiesta di Mancino,  ma era lo strumento per dare forza alla iniziativa che avrebbe assunto il Procuratore Generale della Cassazione che,  per l’appunto, gradiva quel tipo di lettera per essere “più forte”).

È una cosa normale che un Presidente della Repubblica,  si attivi per impedire un confronto in un processo?

Questa è la sostanza della questione  (ammantata delle forme alla bisogna). E noi dell’IDV abbiamo chiesto chiarezza.

Apriti cielo!  Noi dell’IDV siamo sovversivi,  cattivi,  speculatori indegni di esistere nella civile consorteria politica e civile.

Ma la smettessero i reggicoda del potere,  essi stessi potere.
Costoro offendono l’intelligenza degli italiani,  perché fanno le capriole pur di sostenere l’insostenibile.
Dicessero:  è una ragion di stato.  È così e basta.  I cittadini si accontentassero e non facessero troppe domande.
Ecco,  dicessero così.
Ma non insultassero il buon sensoperché hanno rotto le scatole con le loro “auliche” argomentazionicon la loro autireferenzialitá di bravi,  dotti e giudiziosi,  a confronto dei rozzi,  ignoranti e perfidi sudditi!