Il grimaldello dello scriteriato emendamento. Spregiudicata iniziativa del Pdl

Giugno 11, 2012 in Appunti

 

Si conoscono gli emendamenti del PDL che vorrebbero introdurre l’elezione diretta del Presidente della Repubblica, con elezione scollegata dalle elezioni per eleggere il Parlamento. Oltre questo, si incide sulle norme costituzionali relative al Governo,  volendosi introdurre una modifica strutturale di architettura costituzionale.

Ecco l’emendamento grimaldello:

 << (Modifiche agli articoli 92, 93, 95 e 96 della Costituzione)

 1. L’articolo 92 della Costituzione è sostituito dal seguente:
      «Art. 92. – Il Governo della Repubblica è composto del Primo ministro e dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri.
Il Presidente della Repubblica presiede il Consiglio dei ministri, salvo delega al Primo ministro.
Il Presidente della Repubblica nomina il Primo ministro. Su proposta del Primo ministro nomina e revoca i ministri».
 2. Agli articoli 93, 95 e 96 della Costituzione, le parole: «Presidente del Consiglio dei ministri» sono sostituite dalle seguenti: “Primo ministro”.>>

E’ una ricopiatura della Costituzione francese,  con una sostanziale diversità.  L’art.95 della nostra Costituzione, infatti,  detta al primo comma:

<< Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile.  Mantiene l’unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l’attività dei ministri>>.

La specifica funzione costituzionale del mantenimento dell’unità di indirizzo politico,  che non è contemplata nella Costituzione francese, comprende una serie di iniziative più significatamente politiche, anche improntate a logiche di rafforzamento della coesione della coalizione che sostiene il governo.

Insomma, eventualmente eletti con maggioranze politiche diverse, Presidente della Repubblica e Primo ministro, coabiterebbero nel governo, con il Presidente della Repubblica chiamato a presiedere il Consiglio dei ministri,  espressione di una maggioranza diversa da quella che lo ha eletto e,  con il Primo ministro,  espressione di una sua maggioranza politica,  retrocesso ad eventuale delegato del Presidente della Repubblica.

Invero,  la Costituzione vigente attribuisce al Presidente della Repubblica specifiche funzioni  (non quella di direzione della politica generale del governo),  mentre  l’art.95  Cost. assegna al  capo del governo  (solo a lui)   il compito di mantenere  “l’unità di indirizzo politico”. 

Il presiedere, da parte del Presidente della Repubblica,  il consiglio dei ministri, con il primo ministro solo eventualmente delegato, può incidere  sul mantenimento dell’unità di indirizzo politico,  di cui potrebbe non essere espressione il Presidente della Repubblica,  eletto con diversa maggioranza politica.

Si verrebbe,  così,  a creare una potenziale situazione di estremo conflitto con prevedibili accuse al Presidente della Repubblica,  di attentato alla Costituzione (art.90 Cost.),  riferito al modo di presiedere il Consiglio dei Ministri, confliggente con la funzione costituzionale,  attribuita al capo del governo,  di mantenimento dell’unità di indirizzo politico.

Questa scriteriata proposta di riforma costituzionale,  è stata calata sul tavolo,  dal PDL.

Quale potrebbe essere lo scopo della  ”pazza idea” ?

NON  FARE  NULLA  O  FARLO  NON  CON  IL  VOTO  DEI  2/3  DELLE CAMERE  SICCHE’  SI ANDREBBE  AL REFERENDUM  CONFERMATIVO.  MA LA  LEGISLATURA  SAREBBE A QUEL  PUNTO  BELLA  E FINITA E  COSI’  TUTTO RIMARREBBE  COME  PRIMA  (numero dei parlamentari e legge elettorale,  ovviamente condizionata dall’incertezza sulla composizione numerica delle camere, in attesa di conoscere l’esito referendario sulla riforma costituzionale).

Insomma,  una riforma non approvata con il voto dei 2/3 del Parlamento,  sarebbe lo strumento per paralizzare tutto,  con il PDL ad urlare:  “è colpa loro”. 

IL  PDL  NON  VUOLE  NESSUNA  RIFORMA.  GIOCA  D’AZZARDO.  NON  ESISTE  ALTRA  SPIEGAZIONE  ALLA MODALITA’  DI  VOLER  CAMBIARE  LA  COSTITUZIONE,  PRESENTANDO UN EMENDAMENTO  IN AULA,  DOPO  ANNI  DI  ESAME  IN COMMISSIONE.