Follia costituzionale per una spregiudicata operazione gattopardesca

Giugno 9, 2012 in Appunti

 

 

Sulla proposta di modifica costituzionale  (doveva limitarsi alla riduzione del numero dei parlamentari,  mentre spazia su più aspetti delle funzioni parlamentari),  irrompe l’iniziativa emendativa del PDL  con la proposta di introdurre il sistema semipresidenziale.

Stupisce il metodo e il tempo della iniziativa.

Quanto al metodo, sconcerta che una riforma talmente pesante,  tendente ad una modifica radicale della Costituzione,  voglia farsi con 5 emendamenti presentati in aula senza alcun confronto nella commissione affari costituzionali.

Quanto al tempo,  è sospetto che l’intenzione di modifica in profondità,  avvenga dopo quattro anni di esame,  in commissione affari costituzionali,  dei numerosi disegni di legge di riforma costituzionale  (esame congiunto di 19 disegni di legge, di cui 4 targati  PDL).

La proposta emendativa del PDL,  annunciata in apposita conferenza stampa,  è totalmente scriteriata,  proponendo una architettura costituzionale folle,  nel suo approdo di chiusura.

Eccola.

Il Capo dello Stato verrebbe eletto direttamente dai cittadini.

Le candidature dovrebbero essere presentate dai gruppi parlamentari,  dai membri del parlamento europeo,  da 2oomila elettori,  dai consiglieri regionali,  da deputati e senatori,  da sindaci.

L’elezione,  a maggioranza assoluta dei voti e,  in difetto,  con ballottaggio.

Il Presidente della Repubblica,  sarebbe all’evidenza espressione di una maggioranza politica che potrebbe,  ovviamente,  essere diversa dalla maggioranza che ha eletto il governo,  essendo le due elezioni scollegate.

Ecco, ora,  la follia.  Leggere,  per credere,  l’emendamento proposto: 

<<Art.92.- Il Governo della Repubblica è composto del Primo Ministro e dei ministri,  che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri.

Il Presidente della Repubblica presiede il Consiglio dei ministri, salvo delega al Primo ministro>>.

Insomma, eletti con maggioranze politiche diverse, Presidente della Repubblica e Primo ministro, coabiterebbero nel governo, con il Presidente della Repubblica chiamato a presiedere il Consiglio dei ministri,  espressione di una maggioranza diversa da quella che lo ha eletto e,  con il Primo ministro,  espressione di una sua maggioranza politica,  retrocesso ad eventuale delegato del Presidente della Repubblica.

E’ vero che in tutti i sistemi semipresidenziali,  sia fisiologico che il Presidente della Repubblica e il Capo del Governo,  possano essere espressione di maggioranze politiche diverse,  ma non certamente,  è possibile che si trovino a far parte dello stesso organo  (Governo), presieduto dal Presidente della Repubblica che,  però,  non ne fa parte. 

Una follia.  Invero,  la Costituzione attribuisce al Presidente della Repubblica specifiche funzioni e non quella di direzione della politica generale del governo  (art.95 Cost.)  che compete,  espressamente,  al capo del governo,  cui è conferito,  dalla suddetta norma costituzionale,  altresì,  il compito di mantenere  “l’unità di indirizzo politico”. 

Il presiedere il consiglio dei ministri,  con il primo ministro solo eventualmente delegato, incide sulla direzione della politica generale e sul mantenimento dell’unità di indirizzo politico, di cui potrebbe non essere espressione il Presidente della Repubblica,  eletto con diversa maggioranza politica.

Questa folle proposta di riforma costituzionale,  è stata calata sul tavolo,  dal PDL.

Quale potrebbe essere lo scopo della  “pazza idea” ?

NON  FARE  NULLA  O  FARLO  NON  CON  IL  VOTO  DEI  2/3,  SICCHE’  SI ANDREBBE  AL REFERENDUM  CONFERMATIVO  MA LA  LEGISLATURA  SAREBBE A QUEL  PUNTO  BELLA  E FINITA,  COSI’  TUTTO  RIMARREBBE  COME  PRIMA  (numero dei parlamentari e legge elettorale,  ovviamente condizionata dall’incertezza sulla composizione numerica delle camere).

IL PDL NON VUOLE NESSUNA RIFORMA.  GIOCA D’AZZARDO.