Dobbiamo impedire che il PD faccia melina. Abbiamo il dovere di offrire ai cittadini la proposta di alternativa per il governo.

Giugno 1, 2012 in Appunti

 

 

Ormai da alcuni anni,  nelle occasioni offertemi,  ho sostenuto l’importanza di non rinunziare alla prospettiva di lavorare per la coalizione con il PD.

Probabilmente questa mia visione della politica e delle alleanze,  è stata condizionata dal particolare luogo di quasi quotidiano lavoro politico (Senato),  nella commissione giustizia e nella commissione bicamerale antimafia  (considero a parte il lavoro nella Giunta per le autorizzazioni a procedere).

Nelle suddette realtà, si è nel tempo consolidata una buona intesa con i senatori del Pd e dell’Udc.  In moltissime occasioni,  si è operato in stretta intesa,  sottoscrivendo spessissimo documenti o interventi comuni.

Con il passare del tempo,  coglievo però una diversità tra il lavoro nell’ambito già indicato e la politica nazionale dei vertici politici,  giungendo gradualmente alla conclusione che la mia ottica,  non corrispondeva affatto all’ottica più generale della politica nazionale.

Ho cominciato,  così,  a cogliere aspetti,  prima sottovalutati:  da parte del Pd,  una, quasi, insencerità di fondo.

Dapprima,  l’ho attribuita ad una certa spocchia da parte di chi veniva dalla lontana storia del partito di massa,  con forte radicamento sul territorio e una sedicente diversità (superiorità). Giudicavo la spocchia con indulgenza,  quasi una concessione generosa alla forma.

Con il passare del tempo,  ho però cominciato a pensare che la spocchia, nascondesse in verità una debolezza (siffatta valutazione determinata da episodi di deriva quasi capricciosa e infantilmente furbesca).

Dovevo,  però,  ancora capire,  la ragione della debolezza mascherata dalla spocchia.

Ora,  penso di aver capito e,  ne sono deluso.

Il PD non ha una strategia. Desidera governare il paese ma non sa con chi.  Teme le alleanze, perchè pensa sempre che possa essercene una più conveniente,  senza sapere quale sia.

A me è capitato di cercare un oggetto in un negozio,  perdendo del tempo prezioso nell’accantonare man mano quelli che avevano l’oggetto che mi interessava,  perchè speravo di trovarlo sempre “nel prossimo”:  senonchè,  a furia di cercare il “prossimo” più conveniente,  mi accorgevo che avevo perso troppo tempo e i negozi erano divenuti sempre più rari.  Inoltre, non mi rimaneva più il tempo di ritornare sui miei passi.  Acquistavo allora l’oggetto nell’ultimo negozio “sbagliato”,  rimanendomi il rimpianto per quelli che avevo accantonato.

Così,  mi appare il Pd.  Non ha una strategia ma è alla ricerca della convenienza.

Dobbiamo prenderne atto e decidere, noi,  la nostra strategia.  Se poi il Pd,  avrà capito che è esaurito il tempo di crogiolarsi,  valuteremo cosa fare e cosa farne delle eventuali proposte.

La penso così:  per la nostra strada con una strategia,  nell’ottica dell’alleanza per il governo del paese.  Lavorare in questa direzione,  senza indugio.