Giovanni Falcone: la profezia incompiuta. Perché?

Maggio 23, 2012 in Appunti

 

 

Giovanni Falcone,  in una nota intervista,  disse che la mafia,  come tutte le cose umane,  aveva un inizio e avrebbe avuto una fine.
All’evidenza non si profetizzava un evento naturalistico,  ma di qualcosa strettamente legato all’impegno,  alla costanza,  alla determinazione nella lotta alla mafia:  il bene avrebbe vinto il male.
Nel ventennale del suo assassinio,  dobbiamo amaramente constatare che le metastasi mafiose,  hanno invaso tutto il paese,  infettando l’economia,  comprimendo la legalità,  condizionando la libertà degli uomini.
Registriamo una sconfitta.
La causa dell’espansione mafiosa,  è nella debolezza nel fare luce sulle troppe zone grigie,  quelle che si ingrassano facendo affari con i mafiosi,  che ammiccano,  che preferiscono l’antistato allo Stato.
Ovviamente molte delle responsabilità ricadono sulla politica,  brava a parole e tanto spesso indecente nei fatti.
Saprebbe,  diversamente,  spiegare qualcuno,  la ragione della mancata introduzione nel nostro codice del reato di autoriciclaggio?
Perché siamo l’unico paese occidentale a non accettare questo reato,  assolutamente indispensabile per inseguire i capitali mafiosi nel magma della finanza?
Perché si rimane sordi alle sollecitazioni delle autorità mondiali e nazionali?
È la politica che non vuole.

Nel gennaio del 2009,  la mia proposta di introdurre il reato,  era arrivata al voto dell’aula,  quando improvvisamente il governo e la maggioranza,  chiesero una pausa di riflessione.  Si accodò il PD, cadendo nella trappola.  Sono,  infatti trascorsi 3 anni e mezzo e la riflessione continua! 

Nonostante le reiterate sollecitazioni,  non si è più riusciti a portare il testo in aula.
Quando sento i politici parlare di lotta alla mafia,  io penso alla malafede ipocrita.

Se dopo venti anni, dobbiamo ancora scontrarci con i misteri densi delle stragi e della trattativa, ciò significa che non stiamo vincendo.

Oggi ricordiamo.  Ma ha senso se ciò significa fatti concreti e non parole.  Facciamo  ciò che serve a togliere  “l’acqua ai pesci”,  ossia i soldi ai mafiosi e loro complici.