Grillo, sulla e con la mafia è pericoloso costruire battute. Non serve, dopo, spiegarsi

Maggio 1, 2012 in Appunti

 

 

Beppe Grillo,  è stato infelice,  nel ricorrere,  proprio a Palermo,  alla battuta semplicistica su cosa nostra che,  tiene in vita i propri “clienti”,  a differenza dello Stato che strangola.

In una terra dove i morti ammazzati per mano di cosa nostra,  sono stati migliaia,  non si può parlare di mafia,  ignorando la sua perenne ferocia sanguinaria.  Così,  c’è il rischio,  bene che vada, d’essere fraintesi.

E’ solo,  infatti,   una sfaccettatura della mafia,  quella di considerarla  nel suo versante affaristico. Certo,  se ci si limita alla astrazione della domanda di cosa voglia la sanguisuga dalla propria vittima,  è facile la risposta che voglia il sangue.

Sicchè cosa nostra,  soggetto parassitario che sfrutta il lavoro altrui,  avrebbe tutto l’interesse che si produca economia,  dovendo lucrare su quella prodotta dagli altri,  non essendo  essa un soggetto produttore,  ma parassitario.

Questa è,  però,  una delle sfaccettature di cosa nostra:  l’organizzazione criminale mafiosa,  è potere,  sfruttamento,  controllo del territorio,  eliminazione fisica dei nemici,  punizione fisica dei traditori e degli inaffidabili,  terrorismo,  “avvertimento”,  vessazione,  vendetta. 

Insomma cosa nostra,  è un modello ordinamentale di statalismo sovrano,  esercitato con dominio,  non in virtù di una propria capacità antagonistica vincente,  bensì perchè realizzata con l’esercizio di un potere assoluto,  nel regolamentare la “vita sociale”:  il potere,  esercitato senza scrupoli,  di amministrare la vita e la morte,  ovvero il potere di ammazzare.

Se cosi non fosse,  se la conoscenza della mafia,  non fosse proprio quella della sua ferocia sanguinaria,  perchè mai tanti altri uomini dovrebbero rinunziare ad una parte del frutto del proprio sudore per darlo a chi,  di sudore,   non ne ha versato neanche una goccia?

Dimenticare il lugubre e sanguinario scenario,  del mafioso protagonista violento che chiede il pizzo e,  ottenendolo,  “garantisce” un poco di vita e sopravvivenza,  è un errore fatale:  quello stesso errore che in diverse occasioni ha fatto dire che “mafia è meglio”.

No,  mai.  La mafia è il peggio.  Beppe Grillo,  per il gusto e lo stile semplificativo,  non ha pensato a tutte queste cose e certi  errori,  non sono ammissibili.