Fornero, la ministra che ricorre al falso intellettuale.

Aprile 29, 2012 in Appunti

 

 

 

SI CHIAMA DISONESTA’ INTELLETTUALE.  Si coglie quando taluno,  per sostenere un proprio argomento,  assume falsamente un presupposto,  così da rendere logico e corretto il proprio argomentare.  La ministra FORNERO,  ha detto che la modifica dell’art.18,  sarebbe necessaria perché può accadere che un datore di lavoro,  sia costretto a licenziare per motivi economici. Con questa affermazione,  la ministra spaccia per fatto oggettivo,  una falsità.  Invero,  fa intendere che l’attuale art.18,  non prevederebbe la possibilità del licenziamento per motivi economici,  sicché si dovrebbe intervenire,  per colmare questa lacuna.  Un FALSO.  L’attuale articolo 18,  prevede il licenziamento per motivi economici.  Mi rendo conto che parlare di disonesta intellettuale,  potrebbe apparire una espressione forte.  Allora,  se avete pazienza, potete leggere quanto già scrissi,  testo del disegno di legge alla mano,  sul proposto nuovo art.18.  Poi,  potrete dire se sia una espressione forte o un caso di disonestà intellettuale.

Ecco quanto OGGETTIVAMENTE  può dirsi del nuovo art.18.

Deve esserci una forma di latente sadismo in coloro che hanno scritto il nuovo art.18.  Cercherò di tradurre l’essenza,  estratta da un percorso argomentativo,  fortemente involuto e contorto. Dopo il mio tentativo di offrirvi l’essenza,  potrete giudicare il pastrocchio.

In queste settimane, siamo stati coinvolti nel contrastare la modifica con cui,  poteva licenziarsi un lavoratore, assumendo l’esistenza del motivo economico (ossia legato alle esigenze di ridimensionamento di una azienda o alla necessità di mutare alcune figure professionali, non più essenziali al ciclo produttivo).  La previsione che il giudice,  anche accertando l’insussistenza del motivo economico del licenziamento, dovesse  – senza altra alternativa –  dichiarare la nullità del licenziamento e contestualmente risolvere il rapporto di lavoro,  condannando però il datore di lavoro a risarcire il lavoratore, mandato a casa,  era una contraddizione in termini.  Nullo il licenziamento ma risolto il rapporto di lavoro.   Era troppo ovvia la considerazione della possibilità di mascherare un licenziamento, anche per motivi discriminatori, con insussistenti motivi economici. Il Governo,  ha presentato il disegno di legge,  apparentemente cedendo alle ovvie suddette considerazioni.  Ne è venuto fuori un testo perfido,  escogitato malevolmente con paradossali acrobazie giuridiche.  Non è serio, ciò che è stato fatto. Il Prof. Mario Monti, si dichiara orgoglioso della “storica riforma”. Vediamola allora,  sul punto di aspro dibattito. 

Mi limito, quindi,  alla disciplina del licenziamento economico. Continua a leggere →