Sull’art.18, l’asse PD-PDL, chiude ogni discorso: traditi i lavoratori e offesa l’intelligenza

aprile 26, 2012 in Appunti

MI VERGOGNO PER LA LORO IPOCRISIA. SENZA PUDORE. DIFENDERE DIRITTI E’ UN DOVERE, PER LORO E’ SEMPRE INCIUCIO. E COME SI INTENDONO! OGGI PD E PDL STRETTI NEL PATTO D’ACCIAIO. MENTRE URLAVO PER DIFESA DIRITTI LAVORATORI, LORO CON LO SGUARDO ASSENTE. E’ QUESTO IL PD? CONTRO DI ME, CON IL PDL.

 

La Commissione Giustizia,  sulla materia del mercato del lavoro,  è chiamata ad esprimere il proprio parere per le parti giurisdizionali. 

L’art.18 dello Statuto dei Lavoratori, che il Governo intende modificare, attiene alle sentenze che possono essere emmesse dai Giudici,  in tema di licenziamenti.  Quindi, materia giurisdizionale.  Infatti,  per tre sedute si è parlato,  in Commissione Giustizia del Senato,  del proposto nuovo art.18.  Ripetutamente,  ho avuto la parola per dimostrare come si tratti di modifiche assolutamente irragionevoli giuridicamente. 

Anche su questo blog,  ho articolato le mie critiche  (sul blog,  è sufficiente,  digitare la parola chiave “art.18”).

E’, invece, accaduto,  che l’asse PD-PDL,  abbia improvvisamente deciso che l’art.18  (che tratta delle motivazioni dei licenziamenti,  delle valutazioni e delle sentenze dei giudici),  non sia materia giurisdizionale,  sicchè d’esso non debba parlarsi.  Tutto ciò,  per ordini ricevuti.  Deve cadere il silenzio.  Ho contestato siffatta decisione,  adottata in violazione del regolamento.  La risposta è stata un vergognoso e imbarazzato silenzio.  Mi guardavano con lo sguardo inespressivo,  di chi sta offendendo la propria e l’altrui intelligenza.

Insomma il posto di lavoro,  la risoluzione del rapporto,  il tipo di decisione da adottarsi con sentenza, la tutela giurisdizionale,  l’evidenza della “insussistenza manifesta”,  il diritto al reintegro o il licenziamento,  non sono cose che riguardano la Giustizia.

Mi è sembrato,  improvvisamente,  come se si fosse materializzato un regime.