Daniela Santanchè e Maria Carmela Lanzetta: storie di donne.

Aprile 14, 2012 in Appunti

 

 

Sui giornali,  molto spazio è dedicato alla provocazione volgare della Santanchè,  con l’aver paragonato Nilde Jotti alla Minetti:  il primo presidente donna della Camera dei Deputati   all’affidataria di Ruby  (la minorenne spacciata da Berlusconi,  per la nipote di Mubarak).

E’  risaputo che la Santanchè,  cerchi sempre l’occasione per  “andare”  sui giornali e, ovviamente, l’unico modo è quello di straparlare provocatoriamente.  Diversamente vivrebbe nell’anonimato.

Io vi parlo, invece,  di Maria Carmela Lanzetta,  la sindaco di Monasterace,  presa di mira,  pesantemente, da criminali.

Sono andato,  con una ristretta delegazione della Commissione parlamentare antimafia,  a Monasterace.   Abbiamo,  a lungo,  ascoltato Maria Carmela Lanzetta ,  nonchè il Comitato provinciale di Reggio Calabria,  per l’ordine e la sicurezza.

Maria Carmela Lanzetta,  ha ritirato le dimissioni,  compiendo una scelta difficile, dopo ciò che le è stato fatto,  dall’incendio della sua farmacia,  sottostante la sua abitazione  (poteva essere una strage,  se le fiamme distruttrici,  avessero lambito  le bombole d’ossigeno),  ai colpi d’arma da fuoco esplosi contro la sua autovettura.

Maria Carmela Lanzetta continuerà a svolgere il ruolo istituzionale,  perchè crede nello Stato.

La probabile ragione  (saranno gli investigatori a dare la risposta a breve,  come dagli stessi dichiaratoci) del vile attacco,  è da individuare nel fatto che Maria Carmela Lanzetta,  stesse facendo il proprio dovere,  cercando di fare rispettare la legge.

Ossia,  dopo la riduzione della fornitura dell’acqua al comune di Monasterace,  a causa della morosità nel pagamento alla società consortile che gestisce la fornitura,  il Sindaco Lanzetta ha, con decisione,  chiesto ai cittadini da lei amministrati,  di pagare il tributo per i consumi d’acqua.

Abbiamo, infatti,  appreso dal Comandante provinciale della Guardia di Finanza,  che,  tra i comuni,  quello più virtuoso (nella locride),  riesce a recuperare al massimo un 25% dei tributi comunali e che,  in alcuni comuni,  non esistono proprio i contratti di fornitura,  perchè ognuno realizza da sè,  il suo allaccio alle condutture,  con la condiscendenza delle autorità politico-amministrative.

Maria Carmela Lanzetta,  ha così rotto il sistema di diffusa illegalità.

Abbiamo amaramente ragionato,  nelle lunghe ore d’audizioni,  come la lotta al crimine,  non debba e non possa essere solo quello di attacco,  vincente,  alle cosche.

Il crimine si nutre  nella cultura dell’illegalità diffusa e quotidiana,  proponendosi ed imponendosi come l’interfaccia tra amministratori e amministrati,  nelle piccole e nelle grandi cose.  Sempre,  per regola.

E’ una guerra difficilissima da vincere.

Ci vogliono più Maria Carmela Lanzetta,  per consentire allo Stato e alle leggi,  di avviare il processo di bonifica profonda.  O così o la guerra è persa.