Misteri d’Italia. A 34 anni dall’eccidio di via Fani

16 Marzo 2012 in Appunti

 

Oggi, sono 34 anni dall’eccidio di via Fani, con l’uccisione di cinque uomini in divisa: Leonardi, Ricci, Rivera, Zizzi, Iozzino.

Trucidati e finiti dal colpo di grazia sparato a bruciapelo alla testa.  Moro rapito e l’Italia attonita,  incredula,  ferita,  angosciata.

Cominciava la lunga trattativa e, poi, via Caetani e il corpo di Moro , in una Renault 4 rossa,  lasciato al centro di Roma,  dopo essere stato trasportato dalla periferia.

Ho seguito i processi,  assistendo le famiglie Leonardi, Ricci e Zizzi.

Mi rimane nella testa,  la tracotante dichiarazione del br Morucci,  alla domanda sul perchè del rischio connesso al trasporto del cadavere di Moro,  da via Montenevoso a via Caetani. Disse: avevamo nel centro di Roma una supremazia militare.

Mi rimane nella testa,   il mistero di via Gradoli,  covo di Moretti e della Balzerani. Appartamento visitato dalla polizia che,  si arrestò dinanzi alla porta chiusa.  Poi scoperto per una misteriosa perdita d’acqua,  provocata dal braccio doccia,  con l’acqua aperta e getto diretto contro il muro,  esattamente in un punto fessurato.

Mi rimane nella testa,   la tardiva scoperta  (giunta nel processo dopo 12 anni)  di una intercettazione ambientale,  risalente all’epoca,  fatta in una cella di un carcere di massima sicurezza.  Con due capi brigatisti che parlavano del sequestro di Moro,  del trattamento riservatogli,  del cosiddetto interrogatorio registrato su cassetta,  consegnata ad altri.  Mai ritrovata.

Mi rimane nella testa,  la strana telefonata di Morucci al sacerdote don Mennini e, questi,  che dice, chiaramente convenzionalmente:  Professore, come sta?  E Morucci che risponde:  Bene, non so, forse, vedremo.  Mai chiarita.  Silenzio totale di Morucci e di don Mennini. 

Mi rimangono nella testa altre domande senza risposte.  Misteri d’Italia.

Un ricordo per gli uomini che sacrificarono la vita per fare il loro dovere.