Corruzione. La strana giornata di palazzo e (forse) un rigurgito di pudore.

14 Marzo 2012 in Appunti

Ho scritto questo post stamane. Poi in aula e’ ripresa la discussione generale con un diradamento totale delle ombre. Anche il Governo ha condiviso il disegno di legge. In serata, le dichiarazioni di voto finali e poi il voto. Si preannuncia unanimità. Battaglia vinta.

La ratifica secca di una convenzione internazionale,  ossia il semplice “si ratifica…”, sottoscritta nel lontano  1999,  ha costituito,  ieri,  in Senato,  qualcosa di particolare,  difficile,  inspiegato.

Ratificando la convenzione già sottoscritta,  l’Italia si impegna ad adeguare l’ordinamento penale interno di contrasto alla corruzione,  secondo specifiche direttici.

La più significativa,  è quella di contrasto della corruzione anche nel settore privato.  Infatti, esistono gruppi imprenditoriali,  spesso operanti in regime di quasi monopolio,  che per il servizio reso al cittadino,  vedono lievitare comportamenti corruttivi.  La convenzione di Strasburgo,  richiama l’attenzione su questo fenomeno illecito,  arrivando alla conclusione che la corruzione,  oltre ad essere un reato contro la pubblica amministrazione,  deve essere anche un reato contro la libertà e correttezza del mercato.

Il nostro paese,  dopo aver firmato la convenzione il 27 gennaio 1999, ha fatto altro.

Il 9 dicembre 2003,  ha sottoscritto la convenzione ONU di Merida che, all’art.12, riafferma la necessità di intervenire contro la corruzione nel settore privato,  oltre alle  altre patologie afflittive della società civile

Ho presentato, quindi,  il disegno di ratifica della convenzione di Strasburgo,  nel giugno 2008,  facendo ciò che avevo iniziato a fare,  da sottosegretario alla giustizia,  nel governo Prodi.

Il mio disegno di legge,  oltre la ratifica,  prevedeva anche le modifiche all’ordinamento interno penale.  Senonchè,  si percepiva in commissione, una certa ostilità nel portare il disegno di legge avanti.

Alla fine,  si raggiunse un accordo:  si sarebbe votato esclusivamente la norma di ratifica e,  si sarebbero separati e stralciati gli altri articoli che modificavano il codice penale,  per valutarli con tutta,  tutta calma.

E’ così,  il mio disegno di legge,  cui nel frattempo,  se ne era affiancato uno del PD (prima firma Finocchiaro),  è stato votato all’unanimità e proposto per il voto finale dell’aula.

E’  così cominciata la grande fatica,  per inserire nell’ordine del giorno dei lavori dell’aula,  il disegno di legge 850.

Finalmente,  si ottiene il “grande risultato”  (la grande concessione):  si va in aula.  Olè!

Ieri,  il grande giorno.

Inizia la mattina , con la telefonata di una giornalista di Repubblica che,  mi comunica d’aver anticipato la notizia che il disegno non sarebbe stato votato e che c’era un accordo in tal senso (Repubblica online). 

Poi,  il capogruppo dell’IDV,  riceve una telefonata del Ministro della Giustizia, che preannuncia che avrebbe chiesto all’aula di non votare il disegno di legge, così rinviando ad un altro momento. Un gesto certamente corretto nella forma,  ma poco chiaro nella sostanza.

Poi,  il relatore Balboni (PDL),  mi comunica la contrarietà a ratificare la convenzione.

Poi,  alcuni parlamentari del PD,  mi dicono,  amareggiati,  che non si sarebbe fatto nulla.

Infine,  arriva il momento:  i relatori hanno illustrato cosa significa la ratifica e cosa comporta in termini di modifica dell’ordinamento interno.

Alla fine,  comunque,  pur manifestamente riottosi,  hanno invitato l’aula a votare il disegno di legge.

E’ iniziata così,   e quasi conclusa,  la discussione generale,  con molti  iscritti a parlare.

E’ arrivato il mio turno,  ho fatto il mio intervento.  A quel punto, s’era giunti all’orario di chiusura dei lavori d’aula.  Il tutto, quindi,  compreso il voto,  è stato rinviato ad oggi pomeriggio.  Parlerà anche il Governo.

E’ cosa fatta?  Purtroppo sono pessimista.  Vedo il torbido.  Senza riuscire a darmi una risposta del perchè di tante strane manovre.

Mi è chiara una cosa (penso):   la convenzione di Strasburgo contro la corruzione, non piace.  La prima scelta  sarebbe non votarla,  ma temono di perdere la faccia dinanzi ai cittadini.  Cosa potrebbero dire al paese?  Che l’Italia,  nel 1999 ha firmato la convenzione europea,  poi nel 2003 ha firmato l’analoga convenzione ONU,  ma si è pentita,  perchè la convenzione di Strasburgo è diventata indigesta.  Dovrebbero dire questo.  Non possono,  per quel poco di pudore rimasto.

Comunque,  scongiuri facendo,  vedremo oggi cosa succederà.