Archivio 2012 Febbraio

Quando gli imputati vogliono riformare la Giustizia

Febbraio 16, 2012 in Appunti

Lestamente, Berlusconi, ha approfittato delle parole dette o attribuite, al Capo dello Stato, per lanciare i suoi strali contro la Giustizia, seguito dal coro dei cortigiani.
Comprendiamo Berlusconi.
Ha avuto ed ha incontri ravvicinati con la Giustizia ed i giudici. Da imputato e da condannato, in più occasioni, poi prescritto, grazie alla concessione delle attenuanti generiche (si concedono, ovviamente, al colpevole) e grazie alla prescrizione dimezzata con la legge cosiddetta ex-Cirielli.
Insomma, quando si parla di Giustizia e giudici, Berlusconi diventa ansiogeno e livoroso.
Figurarsi se, proprio uno come lui, possa pensare alla riforma della Giustizia. O meglio, ci pensa. Ma da imputato e condannato prescritto. Umana comprensione. Il massimo della concessione che possiamo fare. Per il resto, zero.
Insomma ragiona e parla come un qualsiasi imputato. Appartiene a quella parte di umanità, che convive con un malessere intimo e sedimentato, di avversione a codici, leggi,sanzioni, condanne, pene.

Pensate che, se si chiedesse a Salvatore Riina, di riformare il 41 bis, non avrebbe idee in proposito? Un riformista.

Quando il diritto è merce di scambio

Febbraio 15, 2012 in Appunti

Pubblico il comunicato con cui stigmatizzo la paradossale decisione della Giunta sulla richiesta di arresto del sen. Alberto Tedesco, imputato di associazione a delinquere per condotte collegate allo scandalo sanita’ in Puglia.
Io non so quale patto abbia stretto la Lega al PDL. A pensar male, posso pensare alla vicenda Calderoli, per la storia dell’uso privato di volo di stato, su cui dovrà pronunziassi l’aula. Prove, insomma, di “resistenza” alla legge.

SENATO. LI GOTTI: IN GIUNTA SU TEDESCO STRAGE DEL DIRITTO

(DIRE) Roma, 15 feb. – “Oggi in Giunta delle autorizzazioni a procedere del Senato è stata commessa una strage di diritto”.
Così il senatore Luigi Li Gotti, capogruppo dell’Italia dei Valori in commissione Giustizia e vicepresidente della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato.
“La Giunta- spiega- era chiamata a decidere sulla richiesta d’arresto, proveniente dal Tribunale del riesame di Bari e confermata dalla Cassazione, per il senatore Tedesco in ordine, per la prima volta, al reato di associazione a delinquere. Grazie al voto di Pdl e Lega, però, la Giunta ha deciso a maggioranza di non dover decidere in quanto l’argomento è stato già trattato”.
“Un voto grave e paradossale -aggiunge-, perche’ la precedente decisione riguardava altri reati, non l’associazione a delinquere, che e’ stata contestata al senatore Tedesco solo dopo che il tribunale del riesame ha accolto l’appello del pm per l’arresto in ordine al reato associativo. Non c’era alcuna ragione, quindi, perchè si assumesse il principio del ne bis in idem. Ma non è tutto, perchè è stato deciso a maggioranza di non andare nemmeno in Aula, laddove il regolamento stabilisce che se la Giunta decide di non pronunciarsi propone all’Aula. Quel ‘propone’ è stato invece trasformato in ‘dispone’- conclude Li Gotti -, a completamento di un capitolo nerissimo per la giustizia e per la politica italiana”.

(Dire) 16:17 15-02-12

CONTRASTO E CONTROLLO GIOCO D’AZZARDO

Febbraio 9, 2012 in Appunti

Pubblico il mio intervento  (resoconto stenografico ufficiale)  in aula, dello scorso martedì 7 febbraio,  sulla dichiarazione d’urgenza dei disegni di legge per contrasto e controllo del gioco d’azzardo.

LI GOTTI (IdV). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LI GOTTI (IdV). Signora Presidente, onorevoli colleghi, dopo la giornata del 5 ottobre, che vide quest’Aula unanime nel condividere il documento della Commissione antimafia e nel sollecitare, con l’accordo del Governo, la possibilità di interventi normativi che consentissero di mettere sotto controllo il settore del gioco d’azzardo, arriviamo oggi ad un appuntamento importante, grazie alla sollecitazione di 100 senatori che hanno chiesto che questi disegni di legge – due del senatore Lauro e, poi, un disegno di legge del senatore De Sena e uno a mia firma – vengano approvati, rispetto ad un fenomeno che – è una constatazione che possiamo fare quotidianamente – è ormai fuori controllo. Siamo invasi da un’aggressiva pubblicità sul gioco d’azzardo e non c’è rete televisiva che non pubblicizzi il poker online, spesso gestito da società anonime allocate all’estero, che sfruttano disperazione e malattia, lucrando, senza controlli, enormi somme.

Sappiamo che dal gioco cosiddetto lecito deriva una raccolta di circa 80 miliardi di euro ogni anno. Sfugge il dato, se non attraverso stime, della raccolta da gioco illecito e della raccolta online. Ci siamo esposti all’aggressione alle tasche degli italiani e alle famiglie, determinando quello che sta diventando un disastro sociale, perché i numeri sono altamente allarmanti: oltre un milione di nostri concittadini sono ormai malati da gioco. La nuova malattia, si chiama ludopatia.

Attraverso questi disegni di legge, che noi ci auguriamo diventino leggi, ci sarà un controllo del settore che consentirà di intervenire anche scongiurando quelle pericolosissime infiltrazioni della criminalità organizzata che, come ci disse la Procura nazionale in sede di audizione in Commissione antimafia, rappresenta il soggetto interessato alla nuova frontiera del business. È diventato il nuovo settore di massimo interesse del crimine.

Noi dobbiamo pensare ai nostri concittadini e intervenire, perché siamo già in ritardo. Combattiamo giornalmente per contrastare il fenomeno. Siamo riusciti ad intervenire bloccando degli spot pubblicitari dei Monopoli di Stato che quasi invogliavano i giochi, o – anzi – in maniera subdola invogliavano i giovani a giocare. Siamo riusciti a bloccarli, ma dobbiamo approntare un sistema normativo di contrasto per difenderci da un disastro sociale.

Mi auguro veramente che quest’Aula, come ha dimostrato il 5 ottobre, assicuri a questi disegni di legge la corsia preferenziale, consentendo che possano trasformarsi in legge, così da difendere il nostro Paese dalla nuova malattia, che sta diventando un fatto di estrema pericolosità. Ciò sarà possibile grazie al voto che i colleghi vorranno dare alla proposta e all’iniziativa partita dal senatore Lauro, dopo i lavori svolti e unanimemente condivisi in Commissione antimafia. (Applausi dal Gruppo IdV).

Continua rinvio per voto in Aula Ratifica Convenzioni Internazionali

Febbraio 9, 2012 in Appunti

AGGIORNAMENTO  21 FEBBRAIO 2012:  in Conferenza Capigruppo e Ufficio di Presidenza, decidono che Ratifiche Convenzioni Internazionali,  prima fra tutte quella contro la corruzione,  sottoscritta il 27 Gennaio 1999,  saranno sottoposte al voto dell’Aula  forse il  9 Marzo.  La storia continua.

I  lavori d’Aula del Senato possono languire ma non trovano posto le ratifiche, sottoscritte dall’Italia 13 e 7 anni orsono.
Messe su un binario morto. Non esiste ragione per rinvio se non una deliberata scelta politica.
Ripropongo la mia denuncia.

Ci sono tre miei disegni di legge di ratifica di convenzioni internazionali, approvate all’unanimità nelle commissioni congiunte Giustizia ed Esteri del Senato.

Non si riesce a portare in aula per il voto finale, i tre disegni di legge di ratifica.  Sono numerose le sollecitazioni di IDV.  Sordita’ assoluta del Presidente Schifani.
Nella riunione delle commissioni,  ho sollecitato il Ministro degli Esteri,  a fare la sua parte,  sollecitando anche lui per la ratifica delle convenzioni sottoscritte dall’Italia.  Sono:

– Convenzione firmata il 27.1.1999 a Strasburgo sulla lotta alla corruzione. Approvata dalle commissioni l’8 giugno 2011.
– Convenzione sugli atti di terrorismo nucleare,firmata a NY il 14 settembre 2005. Approvata dalle commissioni l’11 maggio 2010.
Convenzione per la prevenzione del terrorismo,firmata a Varsavia il 16 maggio 2005. Approvata dalle commissioni il 14 maggio 2010.

E’ assurdo che non vengano portati in aula questi provvedimenti che il nostro paese ha sottoscritto da anni.

PERCHE’ NON VOGLIONO?  PERCHE’ QUESTA DISATTENZIONE?

Emendamento Lusi. Vi spiego l’errore. Tanto rumore per nulla

Febbraio 8, 2012 in Appunti

Il codice di procedura penale, entrato in vigore il 24 ottobre 1989, introdusse il diritto al risarcimento per ingiusta detenzione. Stabili’ che la richiesta di risarcimento debba essere proposta entro 18 mesi (poi elevati a 24 mesi) dalla sentenza definitiva assolutoria di un imputato che aveva (ingiustamente) subito carcerazione preventiva. Secondo Lusi e altri 22 senatori (PDL, PD, Terzo Polo), il diritto a chiedere il risarcimento riguardava le sentenze definitive successive all’entrata in vigore del nuovo codice. Sicché con l’emendamento (approvato. IDV ha votato contro) si stabilisce che il risarcimento può chiedersi sulle sentenze definitive emesse non dall’entrata in vigore del nuovo codice, ma da quelle a partire dal 1* luglio 1988. GLI ERRORI.
Per disattenzione Lusi e gli altri, ritengono che il nuovo codice sarebbe entrato in vigore il 1* luglio 1989. Invece l’entrata in vigore e’ 24 ottobre 1989.
Per loro opinione, i senatori proponenti, hanno ritenuto che il diritto al risarcimento decorresse dal momento dell’entrata in vigore del nuovo codice e riguardasse le sentenze definitive emesse successivamente.
Senonché, il diritto, riconosciuto dal nuovo codice, poteva esercitarsi entro 18 mesi (poi elevati a 24), dalla sentenza definitiva. Quindi, introdotto il diritto, se non fosse scaduto il termine per proporre domanda di risarcimento, l’assolto ben poteva proporre la domanda. Astrattamente, se una sentenza definitiva, fosse stata emessa nei due anni precedenti l’entrata in vigore del codice,esisteva la possibilita’ di proporre domanda di risarcimento (termine di due anni dalla sentenza definitiva). Insomma Lusi e gli altri senatori hanno voluto riaprire un termine di vecchie detenzioni ingiuste, facendo riferimento a quelle dal 1* luglio 1988 (ossia un anno prima del termine che, per errore, e’ stato ritenuto quello del primo luglio 1989, ossia asserita entrata in vigore del codice che,invece,come detto, e’ il 24 ottobre 1989). Errore ininfluente, perché i 24 mesi per proporre la domanda astrattamente erano quelli del 24 ottobre 1987 (24 mesi prima dell’entrata in vigore del codice).Un doppio errore, del tutto ininfluente.
Insomma, molta agitazione su un emendamento (subito battezzato Lusi) sbagliato ma del tutto improduttivo di effetti, volendosi riaprire un termine che, in partenza era piu’lungo di quello indicato nell’emendamento approvato.
TANTO RUMORE PER NULLA.

La politica e le idee strategiche: un delitto. Un esempio.

Febbraio 6, 2012 in Appunti


Ho scritto questo pezzo da tempo. Ora si parla molto di assenza di politiche strategiche. Questa storia italiana aiuta a capire. Se volete saperne di più, andate su internet e digitate Desertec. È l’idea di Rubbia che l’Italia non ha voluto.

 

La crisi di fornitura del gas, ripropone il problema della delittuosa politica del governo Berlusconi, nei primi anni del 2000, in materia di energia. Il nostro paese era all’avanguardia nelle energie alternative, grazie al genio italiano di Carlo RUBBIA, inventore del solare a concentrazione termodinamica. Ma la sua invenzione, incontrava grandi resistenze nel partito del nucleare. Carlo RUBBIA iniziò una battaglia contro l’insensibilità del Governo. Purtroppo, da Presidente dell’ENEA, si trovava con un consiglio d’amministrazione ostile e speculare alla posizione del Governo. Si scontrò. Vinse la battaglia per la nomina del direttore generale, rivolgendosi positivamente al TAR. Fu la scusa ed il momento per farlo fuori. BERLUSCONI, infatti, emanò un decreto, mandando via dall’ENEA, il premio nobel Carlo RUBBIA. I suoi progetti vennero accantonati, perchè il business era il nucleare. Carlo RUBBIA, iniziò a  lavorare all’estero, portando e realizzando il suo progetto (Spagna, USA, India) , ma l’Italia è rimasta a guardare. Solo per uno stimolo, riproduco un articolo di sintesi del problema. Su Google, potrà arricchirsi la conoscenza. SCOPRIRETE IL PIU’ GRANDE DELITTO COMMESSO IN DANNO DEL POPOLO ITALIANOContinua a leggere →

Prescrizione del reato. La gente civile ed i barbari

Febbraio 4, 2012 in Appunti

Si parla molto di prescrizione negli ultimi tempi, a proposito del processo Berlusconi-Mills.

La prescrizione è una causa che estingue il reato per il decorso del tempo. Ossia, dopo un certo periodo dalla commissione del reato,  c’è la cancellazione.  Così è nel nostro codice penale. Nel 2005,  sono stati accorciati di parecchio i tempi di morte di un reato (legge ex-Cirielli).

La regola generale è che la prescrizione è pari alla pena massima prevista per un reato: se per un reato,  la pena massima prevista è di 10 anni,  la prescrizione è di 10 anni, decorrenti dal momento in cui il reato è commesso. Se per un reato punito con la pena massima di 10 anni,  non si trova il colpevole, dopo i 10 anni il reato “muore”, anche se viene scoperto il colpevole, dopo 10 anni e un giorno.  Inoltre,  il processo che non si concluda definitivamente,  entro i 10 anni (oltre un aumento di un quarto per atti interruttivi),  dalla commissione del reato,  muore.  Continua a leggere →

“Per i patrioti padani”:Calderoli.Truffa aggravata. Si difende: Funzioni ministeriali

Febbraio 3, 2012 in Appunti

 

Ieri,  in Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato,  si e’ esaminata la pratica Calderoli.

Il fatto:
il ministro Calderoli chiede alla presidenza del consiglio, il volo di Stato per Cuneo, dovendo svolgere impellenti funzioni ministeriali. Viene autorizzato.

Sbarcato a Cuneo, con il volo di stato, si e’accertato che il ministro si e’ recato prima in una abitazione privata, poi in un ospedale e, quindi, e’ rientrato a Roma.

Il ministro, in prima battuta, ha giustificato la necessita’ del volo di stato, per l’urgenza di far visita in ospedale al figlio della sua compagna.
Successivamente, ha aggiunto che era necessario ed impellente l’uso dell’aereo di stato, dovendo occuparsi dei problemi finanziari dell’ente locale, alla cui presidenza,  v’e’ la sua compagna.

Spiega, altresì, che ha svolto le funzioni politiche, non recendosi in un ufficio pubblico, ma in casa della sua compagna.
Spiega, ancora, come  fosse assolutamente necessario rientrare tempestivamente a Roma, dovendo partecipare ai lavori di una commissione parlamentare.
Spiega, infine, che Cuneo e’ mal collegata, non essendoci autostrada per Torino, sicche’ sarebbe stato problematico prendere un volo di linea.

Il Tribunale dei Ministri, ha ritenuto che sia ipotizzabile il reato di truffa aggravata, commessa nel prospettare alla Presidenza del Consilio, una ragione giustificatrice dell’uso del volo di stato, mentre, al contrario, la trasferta a Cuneo, era motivata da ragioni esclusivamente personali.
Conseguentemente è stata chiesta al Senato, l’autorizzazione a procedere ai sensi dell’articolo 96 della Costituzione, assumendosi che l’ipotesi di reato, sarebbe stata commessa, nell’esercizio delle funzioni.

La Giunta, ieri, ha ritenuto a maggioranza, di condividere le spiegazioni fornite dal Ministro Calderoli, negando l’autorizzazione a procedere richiesta dal Tribunale dei Ministri.
Ora il caso approderà in aula, per il voto sulla proposta della Giunta di negare l’autorizzazione a procedere
Non commento. 

Una mia intervista sul gioco d’azzardo

Febbraio 2, 2012 in Appunti

Vi segnalo un’intervista che ho rilasciato sul gioco d’azzardo in cui traccio il quadro dell’attuale situazione. Tra gli argomenti che ho affrontato rientrano gli spot dell’aams, su uno dei quali abbiamo ottenuto il ritiro, la ludopatia, il ruolo dello Stato in tutto questo, senza dimenticare il fronte europeo. La potete leggere qui