“Per i patrioti padani”:Calderoli.Truffa aggravata. Si difende: Funzioni ministeriali

3 Febbraio 2012 in Appunti

 

Ieri,  in Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato,  si e’ esaminata la pratica Calderoli.

Il fatto:
il ministro Calderoli chiede alla presidenza del consiglio, il volo di Stato per Cuneo, dovendo svolgere impellenti funzioni ministeriali. Viene autorizzato.

Sbarcato a Cuneo, con il volo di stato, si e’accertato che il ministro si e’ recato prima in una abitazione privata, poi in un ospedale e, quindi, e’ rientrato a Roma.

Il ministro, in prima battuta, ha giustificato la necessita’ del volo di stato, per l’urgenza di far visita in ospedale al figlio della sua compagna.
Successivamente, ha aggiunto che era necessario ed impellente l’uso dell’aereo di stato, dovendo occuparsi dei problemi finanziari dell’ente locale, alla cui presidenza,  v’e’ la sua compagna.

Spiega, altresì, che ha svolto le funzioni politiche, non recendosi in un ufficio pubblico, ma in casa della sua compagna.
Spiega, ancora, come  fosse assolutamente necessario rientrare tempestivamente a Roma, dovendo partecipare ai lavori di una commissione parlamentare.
Spiega, infine, che Cuneo e’ mal collegata, non essendoci autostrada per Torino, sicche’ sarebbe stato problematico prendere un volo di linea.

Il Tribunale dei Ministri, ha ritenuto che sia ipotizzabile il reato di truffa aggravata, commessa nel prospettare alla Presidenza del Consilio, una ragione giustificatrice dell’uso del volo di stato, mentre, al contrario, la trasferta a Cuneo, era motivata da ragioni esclusivamente personali.
Conseguentemente è stata chiesta al Senato, l’autorizzazione a procedere ai sensi dell’articolo 96 della Costituzione, assumendosi che l’ipotesi di reato, sarebbe stata commessa, nell’esercizio delle funzioni.

La Giunta, ieri, ha ritenuto a maggioranza, di condividere le spiegazioni fornite dal Ministro Calderoli, negando l’autorizzazione a procedere richiesta dal Tribunale dei Ministri.
Ora il caso approderà in aula, per il voto sulla proposta della Giunta di negare l’autorizzazione a procedere
Non commento.